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Metro di Londra, preoccupante impennata di violenza contro il personale

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AEMORGAN

I dipendenti della London Underground hanno intenzione di mettere in campo delle misure di protezione contro l’ondata di violenza e comportamenti anti-sociali nei confronti del personale della società ad opera dei viaggiatori. La situazione, infatti, appare critica.

Quest’anno un dipendente della metropolitana londinese su 5 è stato aggredito fisicamente durante l’esercizio delle proprie mansioni, mentre uno su 10 ha ricevuto molestie di natura sessuale: lo rivela uno studio shock del Rail, Maritime and Transport Union (RTM), l’associazione di categoria dei lavoratori che operano nel campo dei trasporti e della viabilità. Si parla esplicitamente di “ondata crescente di violenza” contro lo staff, spesso a parolacce e brutti musi, in qualche caso con epiteti razzisti ma talvolta perfino con coltelli o spintoni sui binari.

“È una minaccia costante che oramai rientra nella normalità” spiega uno dipendente, mentre un altro si rammarica per le “aggressioni sistematiche.” Duro il segretario generale di RMT Mick Cash:

“C’è un’ondata di violenza e abusi lungo la rete di trasporti londinese, e i membri del RMT sono messi a dura prova praticamente ogni giorno. È ora che i datori di lavoro mettano fine alle parole di condanna e intraprendano azioni concrete per proteggere la propria forza lavoro e il servizio pubblico.”

Le misure messe sul piatto sono diversificate:

  • Postazione di lavoro sempre presidiata o resa sicura per i lavoratori, quando non in coppia
  • Ai lavoratori non potrà essere chiesto di presenziare i luoghi degli incidenti a meno che non siano accompagnati da membri della sicurezza/polizia
  • Richiesta di partire subito, entro la fine del mese

Sulla stessa lunghezza d’onda, sembra di capire, il portavoce di London Underground:

“Tutti hanno il diritto di vivere la propria giornata senza la paura o tentativi di intimidazione. Non tolleriamo alcuna forma di attacco fisico o verbale sul nostro staff o i nostri clienti.
Lavoriamo gomito a gomito con la polizia e le loro Workplace Violence Units per assicurarci che qualunque attacco nei confronti del nostro staff sia indagato a dovere, così che i colpevoli siano portati di fronte alla giustizia il più presto possibile.
Ci impegniamo a lavorare assieme ai sindacati per assicurarci che il nostro staff possa effettuare il proprio lavoro in tutta sicurezza.”

E in effetti, basta incrociare queste dichiarazioni con i dati della British Transport Police (BTP) per scoprire che il problema esiste eccome: solo tra novembre 2017 e settembre 2018, si sono contati 2.838 incidenti laddove nel medesimo periodo 2015-2016 se ne sono verificati 1.980. Il fenomeno poi è particolarmente intenso sulla District Line e nelle stazioni più frequentate, come King’s Cross St Pancras.

Per le associazioni di categoria, la colpa è dei continui tagli sul budget perpetrati nel corso degli ultimi anni dal governo centrale. Ma con la bomba Brexit pronta a deflagrare, e con tutte le difficoltà che ne conseguono (inclusi Sterlina debole e impasse dei conservatori), l’impressione è che l’attenzione del governo centrale al momento sia rivolta altrove.

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