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Monopattino elettrico a Londra è illegale: ecco perché!

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AEMORGAN

I monopattini elettrici stanno rapidamente invadendo i lastricati delle città di tutto il mondo, compresa Londra, ma nella maggior parte dei casi non sono ancora stati regolamentati, il che significa multe e noie con la legge. E mentre il mondo va avanti, la politica -avviluppata dalle beghe della Brexit e dalle imminenti elezioni– resta tragicomicamente indietro.

Sono pratici, economici, veloci ed eco-sostenibili, eppure in tutto il Regno Unito i monopattini elettrici o e-scooter sono ancora illegali. Ciò non ha impedito a pendolari entusiasti di acquistare il nuovo mezzo e gettarsi nel dedalo di strade della Capitale, sfidando il traffico e sfrecciando su marciapedi e carreggiate.

Se però si viene colti da un vigile, si rischia pesanti sanzioni; e c’è da pregare che non succedano incidenti, altrimenti la questione rischia di scivolare addirittura nel penale. Nessuna attrezzatura o assicurazione, infatti, può sollevare il rider dalla pura semplice assenza di regolamentazione del settore.

Ci sono degli esperimenti in corso. Ad esempio, a Olympic Park la società americana di noleggio e-scooter Bird ha lanciato la scorsa estate un progetto pilota che permette di provare l’ebbrezza del monopattino elettrico, purché si resti all’interno delle aree preposte. Nelle altre zone della città, niente da fare.

I Precedenti

Un po’ è colpa delle leggi nazionali esistenti, alcune delle quali risalgono addirittura all’epoca vittoriana (parliamo del famigerato “1835 Highway Act”), e un po’ al lassismo della classe politica, in altre faccende affaccendata. Fatto sta che gli e-scooter sono considerati dalla normativa attuale veicoli ‘mechanically propelled’, il che implica che per poter circolare debbano prima essere registrati presso il DVLA, dopodiché si deve richiedere una targa, pagare le tasse relative e, infine, un’assicurazione; il rider, invece, deve essere dotato di patente e deve indossare un elmetto. Praticamente follia.

A questo aggiungete un paio di precedenti che hanno scosso l’opinione pubblica e contribuito all’immobilismo attuale. Uno riguarda la YouTuber inglese Emily Hartridge morta lo scorso 12 luglio per un impatto con un furgone a Sud di Londra. L’altro riguarda un giovane rider di 14 anni che, il giorno dopo, ha avuto un grave incidente a Monks Orchard Road, a Beckenham.

Un’escalation di incidenti che ha portato, nei mesi successivi, ad una stretta sull’intero settore, con centinaia di multe staccate e addirittura confische a raffica.

Per il momento, dunque, la situazione è la seguente. Molti continuano a attraversare la città in monopattino, nella speranza di non essere colti in fallo. Ma tecnicamente commettono un illecito: i monopattini elettrici, spiega la Metropolitan Police, “non sono né testati né omologati” per le strade inglesi.

Eppure parliamo di un mezzo che, dal punto di vista della sicurezza e della velocità raggiungibile, è in tutto e per tutto paragonabile ad una comune bicicletta. Anzi meglio, perché secondo un recente studio di Inrix, la legalizzazione degli e-scooter abbatterebbe del 70% i tempi medi di spostamento all’interno della città. Immaginate voi con quali ripercussioni in termini di traffico, vivibilità e qualità dell’aria.

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