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Operation Yellowhammer, governo costretto a pubblicare le carte sulla Brexit

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EU Network
AEMORGAN

Boris Johnson e i suoi se ne guardavano bene, ma dopo le recenti defezioni e le batoste subite in Parlamento (e nonostante la chiusura imposta), il governo è stato costretto a desecretare e rendere pubblico Operation Yellowhammer (Operazione Zigolo Giallo, o Operazione Caos, come lo chiamano i media), vale a dire il carteggio redatto dall’HM Treasury inglese sulle implicazioni civili e sociali di una Brexit senza accordo. E lo scenario previsto è semplicemente apocalittico.

Il documento in questione, appena 6 pagine, fa paura ed è sufficiente per mettere in ansia anche i più serafici degli expat. Si tratta di una raccolta ragionata, stilata dagli esperti, dei degli “scenari peggiori che potrebbero ragionevolmente verificarsi.”

Tra le previsioni, la più sconcertante è l’incremento del prezzo del cibo. Alcuni alimenti , ingredienti o prodotti -anche fondamentali- diventeranno irreperibili o difficilmente reperibili; il che non implica che sarà impossibile l’approvvigionamento, o che ci saranno affamati: significa però che “verrà ridotta la disponibilità e la scelta dei prodotti, e aumenteranno i prezzi, il che potrebbe avere un impatto sulle fasce più vulnerabili di popolazione.”

A voler essere precisi, i cittadini e le famiglie a basso reddito sono quelli che soffriranno maggiormente, poiché saranno “sproporzionalmente colpiti dall’aumento dei prezzi di cibo e carburante” per un periodo di tempo che “potrebbe estendersi fino a 6 mesi .”

E questo è niente. Se il governo non interverrà in qualche modo per mitigare i disagi, infatti, si rischia perfino di restare a corto di farmaci e forniture mediche. “L’affidabilità delle catene di fornitura dei farmaci e dei prodotti medici messi a dura prova dai cambiamenti in atto potrebbe risultare particolarmente vulnerabile a gravi ed estesi ritardi.”

Il che a sua volta porterà la gente a livelli di esasperazione critici, tant’è che si prevedono:

  • Proteste e contro-proteste in tutto il Regno Unito. I cittadini, in altre parole, si metteranno gli uni contro gli altri
  • I camion resteranno alla frontiera anche due giorni, prima di poter attraversare la Manica
  • Alcune attività commerciali del settore trading chiuderanno
  • Assisteremo ad un irrobustimento del mercato nero
  • Si prevede la chiusura di alcuni fornitori di Cure Sociali (adult social care)

A cui si aggiungono i problemi derivanti dalle imbarcazioni che entreranno -per errore ma senza ombra di dubbio- nelle acque territoriali inglesi a partire dal 1 novembre, e le difficoltà economiche “esacerbate” dagli allagamenti o da una potenziale pandemia d’influenza il prossimo inverno.

Alla luce di ciò non sorprende che il governo tentasse di tenere queste carte nel cassetto, più che altro per evitare d’appesantire ulteriormente la cappa di diffuso pessimismo che incombe sul Regno Unito. Michael Gove, uno dei colleghi di gabinetto più anziani di Boris Johnson e responsabile della pianificazione No Deal, ha ostentato sicumera. Presto, afferma, saranno pubblicati “scenari rivisti e corretti” assieme alle “azioni di mitigazione che il governo ha messo in campo o ha intenzione di mettere in campo.” Con quali esiti, lo scopriremo molto presto.

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