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Riconoscimento facciale a Soho, Piccadilly e Leicester Square per combattere il crimine a Londra

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EU Network

Uno speciale sistema di videosorveglianza basato sull’apprendimento macchina consentirà di sfruttare lo stato dell’arte delle tecnologie di riconoscimento del volto coi passanti e aumentare così la sicurezza per tutti. Ma a quale costo?

Il Regno Unito, e in particolare Londra, non ha mai fatto segreto di prediligere l’uso delle CCTV per preservare l’ordine cittadino, prevenire i crimini e coadiuvare le eventuali indagini. Ciò è reso evidente dal gran numero di videocamere che si trovano disseminate in ogni angolo della capitale, e che sicuramente avrete notato passeggiando.

Parliamo di oltre cinquecentomila CCTV tra pubblico e privato, sparse in banche, supermercati, negozi, palazzine, ascensori e locali, pari a una telecamera ogni 14 cittadini. Solo nella rete metropolitana, si contano 15.516 telecamere, e 10 in ogni Bus Double Decker. Un numero talmente spropositato che ha guadagnato a Londra l’appellativo di Grande Fratello.

C’è da dire che si tratta per lo più di unità poste a circuito chiuso, e non collegate direttamente con Internet o la polizia; ciò dovrebbe garantire la privacy, o per lo meno limitare i danni. Ma è un dato di fatto che siano molto diffuse.

L’idea dunque rappresenta il potenziamento di un sistema esistente e che consiste nell’utilizzare le moderne tecniche di scansione del volto per effettuare il riconoscimento in tempo reale delle persone che attraversano alcuni dei luoghi più affollati della città.

Le telecamere di nuova generazione sono state installate a Soho, Piccadilly Circurs e Leicester Square lo scorso 17 dicembre, e rimosse il giorno seguente. L’esperimento servirà a capire se l’intelligenza artificiale sia in grado di sostenere una mole simile di dati, e fornire informazioni utili a contrastare gli attacchi terroristici.

Una risposta energica, forse fisiologica ai recenti attentati registrati nei mesi scorsi, e che potrebbe teoricamente consentire l’individuazione d’un ricercato tra migliaia di pedoni. Almeno su carta. Ma esistono dei limiti nelle capacità del software che possono creare inconvenienti anche molto sgradevoli. Pensate ad esempio ai falsi positivi, che secondo alcuni costituiscono un problema “enorme.”

In un recente comunicato stampa, gli attivisti per la privacy di Big Brother Watch hanno ammonito contro i rischi connessi con l’uso sistematico di tecnologie tanto indiscrete. A loro dire, i test messi su strada dalla Metropolitan Police costituiscono un tentativo “autoritario, pericoloso e illegale” di vegliare sulla gente. “Il monitoraggio di innocenti in pubblico rappresenta uno strappo ai diritti fondamentali di privacy, libertà di parola e di associazione.”

I pericoli sono sotto gli occhi di tutti, così come i vantaggi. È la via di mezzo che non sarà facile da trovare.

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