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Sadiq Khan promette: Londra a zero emissioni entro il 2030

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AEMORGAN

Londra come Olso, Stoccolma e Copenaghen. Questa è la promessa di Sadiq Khan, attuale sindaco della City, se dovesse essere rieletto. La volontà è di portare la città alla neutralità climatica con ben 20 anni di anticipo rispetto ai piani ufficiali del governo. Un progetto ambizioso che alcuni esperti bollano come impossibile; ma da qualche parte, alla fin fine, si dovrà pure iniziare.

Un po’ è colpa dell’elevata densità abitativa, un po’ della rete di trasporti molto sviluppata e un po’ della relativa assenza di industria pesante. Fatto sta che la capitale inglese vanta le minori emissioni di CO2 per persona di tutto il Regno Unito. Ma prima di poter arrivare a parlare di impatto zero, ne dovrà di passare di acqua sotto i ponti.

Impatto zero infatti non significa letteralmente zero emissioni, ma che la somma algebrica delle operazione di politica urbana alla fine porti a questo risultato. Ad esempio, piantando alberi che riducano le concentrazioni di biossido di carbonio o implementando mezzi elettrici. Ed è questa la promessa elettorale lanciata da Khan, lanciando il suo “green new deal” ad un convegno presso la Fabian Society:

“Non c’è dubbio che questo sia un obiettivo ambizioso e che sarà difficile da raggiungere per la nostra città, ma se non ci sforziamo di farlo, non inizieremo mai a mettere in atto le modifiche di cui abbiamo bisogno.”

“Ci troviamo in un momento critico della storia,” ha aggiunto. “Il nostro pianeta brucia, le città del nostro paese sono sotto l’acqua e migliaia di londinesi muoiono prematuramente a causa della nostra pessima aria.”

“La nostra capitale ha bisogno di un sindaco che si assicuri che sia adeguata alle future generazioni e che lavori per rendere Londra la città più verde al mondo.” Mettendo in atto un piano che implementi normative ambientali più rigide, l’abbandono dei combustibili fossili e la riduzione degli sprechi.

Un obiettivo che non è specifico di Londra, in ogni caso; altre città inglesi come Leeds e Glasgow si sono date il 2030 come data-obiettivo per le emissioni zero; e Nottingham intende diventare la prima città carbon neutral del Regno Unito entro il 2028. A mo’ di paragone, le capitali scandinave contano di arrivarci tra il 2025 e il 2030.

Belle parole che però si scontrano con la dura realtà. Gli oppositori, infatti, chiedono come mai, se questi sono davvero i piani, il sindaco abbia approvato il contestato progetto del nuovo tunnel sotto al Tamigi che decongestionerà il traffico cittadino a scapito però della qualità dell’aria e della vivibilità.

Fondi che potevano essere usati per potenziare trasporti pubblici e piste ciclabili, ad esempio, per sbloccare la situazione dei monopattini che è francamente ridicola. Questo sì, che avrebbe dato una mano concreta al progetto Green London e sostanza alle promsse di Khan; ma per qualche ragione la politica – tutta la politica- non parla mai di quel che può fare adesso. Di solito, in campagna elettorale, si limita ad annunciare sempre quel che farà. Rigorosamente dopo aver vinto le elezioni, si intende.

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