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Taxi a Londra: in aumento il numero di autisti accusati di violenze sessuali (e non solo)

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Tornare a casa da sole a piedi e con i mezzi o preferire il taxi di notte? Se quest’ultima può sembrare un’opzione più sicura per arrivare incolumi al nostro appartamento senza poter incappare in malintenzionati lunga la strada, gli ultimi dati rilasciati dalla Metropolitan Police non sono certo rassicuranti: nel 2015 sono state mosse accuse contro 413 autisti, di cui 126 per uso di violenza o abuso sessuale.

Se si considera il periodo tra il 2011 e il 2015, sono stati 1948 i tassisti che sono stati accusati di aver commesso reati; di questi, ben 521 hanno ricevuto denunce per violenza sessuale, incluso lo stupro e lesioni personali gravi. In questo periodo, il 2011 è stato l’anno nel quale sono stati riportati più crimini, un totale di 447, ma il maggior numero di denunce per molestie sessuali si è registrato nel 2015 (126 rispetto alle 106 del 2011). Nel 2012, invece, anno in cui le accuse sono state “solo” 320, ben 90 riguardavano comunque attacchi alla persona con la forza e contro la sua volontà. Queste cifre, diffuse dalla polizia sotto il FOI – la legge sul Freedom of Information che permette a chiunque di accedere alle informazioni registrate dalle organizzazioni del settore pubblico – si riferiscono solamente al numero di accuse, ma non all’esito dei vari procedimenti penali. Tuttavia, un altro documento reso pubblico sempre grazie al FOI ha rivelato che nel 2014/2015 141 tassisti sono stati inseriti nella lista dei sospettati per abusi sessuali, di cui 31 per casi di stupro e 111 per aggressione sessuale.

Tutto questo avviene nonostante gli autisti siano sottoposti ogni tre anni al DBS check (il controllo della fedina penale) per ottenere il rinnovo della licenza di guida per taxi o auto private e sebbene le capacità e facoltà della persona che chiede di diventare un autista con licenza sia verificata caso per caso. Angela Clarkson, segretaria dello United Cabbies Group, la seconda organizzazione di taxi più grande di Londra con un’esperienza trentennale alle spalle come tassista, ha detto all’Evening Standard: “Queste cifre sono assolutamente terrificanti, la colpa è del TfL. Per ogni ora d’apertura degli uffici della Tfl c’è una licenza che viene consegnata in tre minuti e 40 secondi – è impossibile che facciano controlli e valutazioni”.

Anche un altro tassista, Mr Alutto, ha dichiarato: “Sono scioccato da questi numeri, ma non sorpreso. Danno licenze per auto private a 700 persone la settimana. Non ci si stupisce più quando veniamo a conoscenza del fatto che qualcuno di loro si è schiantato o ha sbagliato senso di marcia in una strada. Il navigatore non può essere un rimpiazzo della conoscenza – ho una calcolatrice sul telefono, ma questo non fa di me un ragioniere”. La soluzione? Pe Mr Alutto è quella di “mettere un tetto al numero delle licenze, non c’è bisogno di darne altre: causano solo maggiori livelli di traffico e inquinamento”.

Graham Daly, invece, del Tfl ha dichiarato che, con l’attuale legislazione, l’azienda di trasporti pubblici ha le mani legate e non può fare altro che concedere le licenze a chi si candida come autista privato se risponde ai requisiti richiesti. “Tutti i candidati per diventare autisti di taxi o auto private devono sottoporsi al DBS sia prima di ottenere la licenza sia dopo, ogni tre anni. Prendiamo ogni denuncia per reati sessuali con estrema serietà, revocando o sospendendo le licenze se necessario e spingendo le corti a dare il massimo della pena prevista per legge. Lavoriamo anche con la polizia per rafforzare la nostra azione nell’individuare e togliere le licenze a chi costituisce un pericolo pubblico”.

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