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Temperature record a Londra: ecco cosa aspettarsi nei prossimi giorni

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Sembra essere ormai lontano il tempo in cui Londra veniva identificata come la città della pioggia per eccellenza. L’estate in corso sembra infatti aver smentito certi stereotipi: temperature massime fino a 31 gradi, con alcune punte raggiunte negli ambienti chiusi quali la metropolitana che hanno fatto toccare i 38 gradi.

Temperature impazzite, dunque, e destinate a rimanere tali, anche se nel corso della settimana un fronte freddo proveniente dall’Est Europa potrebbe portare un po’ di refrigerio, solo momentaneo, nella forma della tanto invocata pioggia.

Si tratta della cosiddetta estate indiana, già prevista a partire da giugno: il mese fu infatti registrato come uno dei 5 più caldi a partire dal 1910. E d’altro canto chi potrebbe negare il riscaldamento globale, localizzato in Gran Bretagna, quando parti del Paese risultano più calde di Atene o Istanbul?

Purtroppo questa situazione di disagio climatico non si riflette solo sui cittadini, costretti a continue immersioni nell’acqua fresca, ma anche sull’economia. Gli agricoltori sono molto preoccupati per il bestiame e per le coltivazioni: alcune tipologie di frutta e verdura hanno subito un calo della produzione del 30%, e ciò si è riflesso sui prezzi finali per i consumatori.

Al supermercato infatti cavolfiori, carote, broccoli e cipolle possono costare fino il 55% in più rispetto al solito. Un aumento inevitabile, dato che i grossisti, per onorare gli impegni presi con la distribuzione, hanno dovuto ricorrere alla molto più onerosa importazione. Il fabbisogno nazionale viene garantito rivolgendosi ad altri Paesi, quindi: una situazione che i tanti sfavorevoli alla Brexit non hanno mancato di far notare.

Un altro aspetto che sta emergendo con sempre maggiore forza è quello del cambiamento climatico. Questo progressivo aumento delle temperature non sembrerebbe essere un’anomalia, ma potrebbe diventare la normalità: la Committee on Climate Change, istituto di ricerca indipendente sull’argomento, consultato anche dal governo britannico, ha infatti affermato di aspettarsi che le “heatwave” siano sempre più frequenti, e intense, con il passare del tempo.

I ricercatori in realtà hanno abbandonato da tempo il tono allarmistico e ormai si limitano a descrivere una crisi in corso. Alla National Academy of Sciences è stato presentato uno studio, “Trajectories of the Earth System in the Anthropocene”, nel quale si valuta che il già previsto aumento delle temperature medie sulla Terra, e dunque anche in Gran Bretagna, passi dai 2 gradi previsti al doppio, ovvero 4 gradi centigradi.

Mentre il governo e le compagnie che si occupano di distribuire l’acqua nella città chiedono di razionarla e di non utilizzarla per attività come il lavaggio delle macchine, la cura delle piscine o l’innaffiamento dei giardini, c’è anche qualcuno che sta giustamente approfittando della situazione: a giugno la vendita dei gelati è cresciuta del 24% rispetto all’anno scorso e anche l’aumento di richieste di pranzare all’esterno dei ristoranti è aumentata dell’11%. Dati che strappano un sorriso, ma forse un po’ poco per essere soddisfatti della situazione.

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