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Ufficiale: l’NHS e Amazon permetteranno ad Alexa di dare consigli medici. Tutti i dettagli!

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AEMORGAN

Anche voi siete tra i tanti ipocondriaci che a ogni minimo segnale di malanno – vero o presunto – iniziano a tempestare di domande Google? Sapete che si tratta di una pratica vivamente sconsigliata dai medici?

Scherzi a parte, ma non troppo, sappiamo bene che essere tempestivi quando si tratta di malattie è fondamentale, ma serve anche e sopratutto il parere di un esperto o quantomeno di qualcuno con conoscenze approfondite di medicina.

Per questo in Gran Bretagna l’NHS (ovvero il National Health Service, il sistema sanitario nazionale) ha deciso di allearsi con Amazon, creatrice della celeberrima Alexa, ovvero l’assistente personale che ormai abita le case di centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo, attivandosi tramite comando vocale attraverso gli speaker della serie Echo.

Alexa viene solitamente utilizzata per far partire la musica, dare istruzioni al sistema domotico casalingo (accendere la luce, spegnere il riscaldamento, programmare l’apertura delle finestre a un dato orario). E naturalmente rispondere a tutta una serie di domande e di richieste di ricerca su Google.

Tra i tanti quesiti, ovviamente, molti riguardano la propria salute, e qui entra in gioco l’accordo: Alexa d’ora in poi fornirà delle risposte certificate dal servizio sanitario nazionale. I pareri forniti dall’NHS riguarderanno dunque sintomi di malattie, raccomandazioni, decorsi e prime cure.

Un modo per avvicinare alla tecnologia tutte quelle categorie di persone – anziani poco avvezzi alla tecnologia, non vedenti, portatori di handicap – che non possono digitare le richieste con una tastiera o uno smartphone, ma anche un modo per far sì che le risposte siano più accurate rispetto alla media dei consigli che si possono trovare sul web.

Si tratta anche di una parte del programma che vede l’NHS sempre più digitalizzato e sempre più al passo coi tempi, dato che la tecnologia di assistenza vocale sta prendendo piede molto velocemente. Naturalmente, va detto a scanso di equivoci, il consulto anche solo telefonico ma diretto con un medico va sempre preferito, specialmente se stiamo parlando di malattie gravi.

Qualche dubbio permane, però: l’accordo per ora è solo con Amazon per i suoi prodotti, mentre non si è fatto cenno ai concorrenti; inoltre i dati così ricavati – moneta sonante in un’economia iperconnessa e affamata di informazioni – in che modo verranno utilizzati, nel pieno rispetto della privacy dei cittadini?

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