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Come visitare Londra e il Regno Unito ai tempi del Coronavirus

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Nonostante la pandemia globale da Coronavirus e i duri colpi inflitti al Regno Unito in termini di vite umane perse, il Paese non si trova più in quello stato di lockdown che hanno affrontato le nazioni per frenare quanto più velocemente possibile il contagio. Per questo motivo le frontiere sono stati riaperte, anche per quanto riguarda il turismo provenienti da altre località.

Ma quali sono le cose da sapere se si è intenzionati a visitare l’UK e Londra ai tempi del Coronavirus?

Visitare Londra e l’UK: le regole da seguire prima di arrivare

Innanzitutto è importante sapere che se si proviene dall’Italia dal 10 luglio non è più in vigore l’obbligo di quarantena per due settimane precedentemente prescritto una volta sbarcati in aeroporto.

La lista dei Paesi considerati sicuri stilata dal governo comprende, infatti, l’Italia. Si applicano però le procedure di auto-isolamento se il viaggio prevede degli scali in Paesi non compresi nella suddetta lista e se si verifica uno dei seguenti casi: dei nuovi passeggeri salgono sul mezzo; voi o altri passeggeri venite fatti scendere dal mezzo e avete la possibilità di venire a contatto con altre persone.

Da notare che anche la Scozia segue le seguenti misure (in vigore in Inghilterra e Galles), ma ha escluso Serbia e Spagna dai Paesi della lista citata. L’Irlanda, invece, stilerà una propria lista di Paesi sicuri il 20 luglio e fino a quella data prevederà la quarantena bisettimanale.

In tutti i casi ai visitatori sarà richiesto di fornire alle autorità i propri dati anagrafici e di contatto, nonché l’indirizzo del luogo presso il quale si prenderà domicilio.

Alcune informazioni importanti in via del tutto precauzionale, dato che non ci si augura di stare male durante una visita di piacere in un altro Paese. Nel caso però aveste il sospetto di aver contratto il virus non dovrete preoccuparvi delle incombenze economiche: i visitatori stranieri che visitano il Regno Unito, infatti, non sono chiamati a pagare né il tampone per la diagnosi del Coronavirus (persino nel caso di negatività), né per la terapia. Discorso a parte, invece, nel caso di cure iniziate e successiva scoperta di negatività: in quel caso, a discrezione dell’autorità medica, potreste dover pagare le eventuali terapie alle quali siete stati sottoposti.

Visitare Londra: cosa vedere anche durante la pandemia

Per quel che riguarda invece la visita vera e propria ricordatevi che le accortezze da rispettare sono le stesse che vigono anche in Italia: uso della mascherine sui mezzi di trasporto pubblico, il cui uso è sconsigliato quando non strettamente necessario, richiesta di evitare assembramenti e in generale una certa cautela per quanto riguarda la detersione delle mani con gel disinfettanti.

Naturalmente se finite a Londra non potrete non voler visitare uno dei grandi musei che hanno reso famosa la città. Purtroppo non tutti saranno aperti, perché le disposizioni di sicurezza non sono di facile attuazione e richiedono lavori di ristrutturazione non immediati. Per esempio la Tate riaprirà il 27 luglio con ingressi contingentati, il British Museum è chiuso così come il V&A, mentre la National Gallery invece ha già riaperto i battenti. Per tutte le altre attrazioni turistiche e i luoghi da non perdere assolutamente durante una visita a Londra, si consiglia sempre di controllare sul relativo sito ufficiale.

E se tra una passeggiata e l’altro fra i tanti parchi di Londra dovesse venirvi fame, ricordate che i ristoranti sono tornati in attività. Anche i pub accolgono clienti, per cui anche le vostre serate festive non devono terminare mestamente a casa.

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