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Con la Brexit arriveranno stangata sulle rette universitarie per gli studenti europei

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EU Network
AEMORGAN

Secondo i dati diffusi dal governo, su 458.490 studenti universitari totali del Regno Unito, ben 140 mila provengono dagli altri paesi del Vecchio Continente. Un “tesoretto” di menti che rischia di scontrarsi con un muro se -come sembra- le tasse universitarie per gli extra-UK aumenteranno in modo smisurato nei prossimi anni per effetto della Brexit.

A partire dall’anno accademico 2021-2022, infatti, il governo potrebbe aumentare le rette universitarie sostenute dagli studenti UE; attualmente, i cittadini italiani, francesi o tedeschi godono del medesimo trattamento economico riservato ai loro colleghi inglesi, sia per quanto riguarda le lauree di primo grado (Bachelor of Arts) sia per gli studi di secondo livello (Master of Arts).

Cifre non proprio alla buona, soprattutto dopo la ritoccatina alle rette introdotta con l’ultimo intervento sull’istruzione voluto dal governo Cameron, e che ha elevato i costi per un bachelor degree fino a un massimo di 9.250 Sterline l’anno.

Con le nuove norme proposte dal governo May, tuttavia, lo sforzo richiesto potrebbe arrivare ai livelli insostenibili degli studenti Extra-UE; parliamo di una cifra compresa tra 10.000 e ben 38.000 Sterline l’anno per la triennale, e tra 11.000 e 32.000 Sterline per il livello magistrale.

Per ora si tratta ancora di un disegno di legge o poco più, dunque è lecito attendersi modifiche durante l’iter parlamentare. Ma questa è la direzione delle proposte post-Brexit, dunque meglio iniziare a prepararsi all’idea. Voci di un inasprimento delle condizioni economiche per gli studenti UE sono nell’aria da anni, e l’unica certezza è che l’omogeneità di trattamento economico sarebbe stata mantenuta fino al 2019-2020. Poi, ognuno per sé.

Rettori ed esponenti del mondo accademico esprimono preoccupazione. Solo nel 2016 infatti, il contributo dato dagli iscritti stranieri ammontava a una cifra compresa tra 5,1 e 22,6 miliardi di Sterline, cui si aggiungono le tasse e il lavoro prestato da chi decide poi di restare nel Regno Unito e magari metter su famiglia. È stato calcolato che, negli anni 2016 e 2017, i laureati europei abbiano generato un gettito complessivo di 1,1 miliardi di Sterline per l’erario.

Il risultato sarà un consolidamento del trend che vede sempre più studenti fuggire dal caro-rette e caro-vita inglese per riversarsi nelle università olandesi e tedesche, già attrezzate coi corsi in lingua inglese. E se da una parte è vero che gli atenei olandesi sono più cari della media europea, con un costo di 2.087€ l’anno, si piazzano comunque in ottima posizione rispetto agli esborsi monstre del Regno Unito. In Germania, addirittura, i corsi sono completamente gratuiti per il triennio, e il costo della vita è paragonabile a quello italiano. Con simili prodromi, il travaso di studenti verso l’Unione è praticamente una certezza.

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