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Sfrecciare su una zipline a Londra e ritrovarsi negli Emirati Arabi: ecco come

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Avreste mai pensato che da Londra è possibile arrivare negli Emirati Arabi Uniti nel giro di un volo di pochissimi minuti? No, non è stata appena inventato il teletrasporto, per quanto ci sia di mezzo uno degli ultimi ritrovati della tecnologia.

Stiamo parlando invece della nuovissima esperienza della Jebel Jais Flight London Augmented Reality proposta da Zip Now London: come si può intuire, questo nuova proposta coniuga l’eccitazione dell’attività sportiva all’immersione prevista dalla realtà aumentata, attraverso dei visori.

Creata in collaborazione con la Ras Al Khaimah Tourism Development Authority, questa modalità permette anche a chi non può o non vuole recarsi negli Emirati la possibilità di provare la zipline entrata nel Guinnes dei primati.

Il record è infatti quello della zipline più lunga al mondo, con 2,83 chilometri a una velocità tra i 120 e i 150 chilometri all’ora.

Il pacchetto offerto da Zip Now London, che si trova all’interno dell’Archbishop’s Park (a dieci minuti a piedi dalla stazione di London Waterloo e di Lambeth), include due giri sulla corda.

Il primo “londinese”, privo di visori, e il secondo all’insegna del viaggio virtuale lungo le montagne di Jabel Jais, le più alte del Paese a 1683 metri sopra il livello del mare.

L’esperienza londinese è più modesta, per così dire, trattandosi di un’elevazione di 35 metri, per circa 50 chilometri orari e per un totale di 225 metri.

Il biglietto costa 49 sterline e ha una disponibilità limitata, in quanto l’esperienza andrà avanti solo fino al 9 settembre. Inoltre tutti coloro che parteciperanno e prenoteranno il biglietto avranno la possibilità di vincere un viaggio negli Emirati Arabi Uniti.

La direzione di Zip Now London ricorda che per motivi di sicurezza non è possibile accettare persone sotto gli 8 anni d’età e il metro e 20 di altezza o sopra i 2 metri e 10 centimetri. Il peso massimo supportabile è di 120 kg, e l’esperienza è sconsigliata, e quindi vietata, a donne incinte e persone sofferenti di disagi cardiaci.

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