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ConIFA World Football Cup: il Mondiale di calcio non ufficiale che si sta svolgendo a Londra

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EU Network

Se il Mondiale di Russia è alle porte, quello di Londra è, invece, già iniziato. Ebbene sì, seppur lontanissimo dal clamore che circonda l’evento sportivo che si terrà in terra russa a partire dal prossimo 14 giugno, a Londra, il 31 maggio scorso, ha avuto inizio un altro Campionato Mondiale di calcio: si chiama World Football Cup ed è organizzato dalla Confederation of Indipendent Football Associations (ConIFA). Si tratta di una manifestazione sportiva arrivata ormai alla terza edizione (le precedenti erano organizzate dell’associazione VIVA), a cui partecipano 16 rappresentative di territori non riconosciuti come nazioni – non dotati pertanto di una federazione calcistica autonoma – ma che si considerano o si sono autoproclamati tali.

Fra le 16 partecipanti di questa edizione vi è anche una rappresentativa “italiana”: si tratta della Padania, squadra veterana della manifestazione ed una delle semifinaliste del torneo, che proprio questa sera si giocherà l’accesso alla finale. La formazione guidata da Arturo Merlo è già stata campione del mondo nel 2008, nel 2009 e nel 2010 (quando il Mondiale era organizzato dall’associazione VIVA), arrivando invece quarta nell’ultima edizione, tenutasi due anni fa in Abkhasia (Russia).

La formazione ospitante (si fa per dire) dell’edizione in atto è la rappresentativa di Barawa, espressione di un popolo il cui territorio è situato nel sud della Somalia. Barawa raccoglie tutti i somali rifugiatisi nel Regno Unito, motivo per cui la competizione si svolge nei sobborghi di Londra e nelle città limitrofe.

La compagine detentrice del titolo è, invece, l’Abkhazia, un territorio che confina a nord con la Russia e a sud con la Georgia, dichiaratosi indipendente rispetto alla Georgia nel 1992, ma mai riconosciuto come Stato dalla comunità internazionale.

Tra le federazioni parte della ConIFA vi sono aspiranti nazioni come Cipro Nord, repubblica autoproclamata nel 1972 ma mai riconosciuta come tale; Panjab è espressione della comunità mondiale dell’Impero Sikh del Punjabi, popolo che formalmente dovrebbe occupare un territorio che va dall’est del Pakistan all’estremo nord dell’India.
Ci sono anche quelle che possono definirsi ex nazioni, in quanto non più formalmente tali: è il caso del Tibet, dal 1959 divenuto regione della Cina.

Completano il torneo rappresentative come il Székely Land (ungheresi di Romania), United Koreans in Japan (che riunisce cittadini originari della Corea del Nord e della Corea del Sud), Ellan Vannin (squadra espressione dell’Isola di Man, nazione indipendente ma di cui è responsabile il Regno Unito), Karpatalya (regione occidentale dell’Ucraina), Tamil Eelam (che raccoglie giocatori con origini srilankesi sparsi nel mondo), Armenia Occidentale (regione non più esistente, oggi parte del confine orientale della Turchia), Tuvalu (che ha sostituito Kiribati; entrambe le nazioni sono indipendenti e fanno parte del Commonwealth britannico e delle Nazioni Unite), Matabeleland, Cabilia (regione berbera del nord dell’Algeria) e Cascadia (regione che si estende tra il nord-ovest degli Stati Uniti e il sud est del Canada).

Che si tratti di una manifestazione sportiva dalle grandi ambizioni lo si può dedurre anche dalla presenza di 25 arbitri, capitanati dall’ex fischietto internazionale Mark Clattenburg. In questo senso una delle novità più interessanti del torneo è la presenza di un terzo cartellino di colore verde (l’idea è di Paddy Power, sponsor del torneo) che gli arbitri possono usare in caso di eccessive proteste o di simulazioni, e che decreta la sostituzione immediata di colui che viene sanzionato.

Intanto il torneo è arrivato alle semifinali: ad affrontarsi questa sera saranno, da una parte PadaniaCipro del Nord, dall’altra Karpatalya e Szekely Land.
La finale, invece, si terrà al Queen Elizabeth II Memorial Stadium di Enfield (un borgo del nord di Londra, EN1 3PL) sabato 9 giugno alle 18:00 e sarà arbitrata proprio da Mark Clattenburg.

Insomma, nell’anno in cui la Nazionale Azzurra, purtroppo per noi, non parteciperà ai Mondiali di calcio, la rappresentativa di un territorio della stessa Italia potrebbe laurearsi campione del mondo. Se ciò dovesse accadere, tuttavia, a risuonare festanti non saranno le note dell’”Inno di Mameli”, ma quelle di “Va, Pensiero” di Giuseppe Verdi.

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