TEMPO-LIBERO/MOSTRE

La mostra dedicata ad Amy Winehouse è di nuovo in scena a Londra

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Impossibile dimenticare il talento di Amy Winehouse, l’artista inglese dalle doti musicali inconfondibili morta prematuramente a soli 27 anni a causa dell’assunzione di una massiccia dose di alcool. Già nel 2013 Londra aveva celebrato la scomparsa di una delle sue più amate cantanti con una mostra al “Jewish Museum” di Camden Town e intitolata “Amy Winehouse: A Family Portrait“.

Dopo Londra l’esposizione, curata anche dal fratello Alex e dalla cognata Riva, aveva fatto il giro del mondo passando per San Francisco, Vienna e Tel Aviv, ma ora è pronta a tornare a casa. Dal 16 marzo, e fino al 24 settembre, sarà possibile ammirare la mostra di nuovo al museo nel distretto di Camden, il quartiere dove viveva Amy.

Così come nel 2013, l’esposizione ha l’obiettivo di raccontare il lato più intimo dell’artista, quello sconosciuto ai più e nascosto dietro l’immagine pubblica che si era costruita. Quattro sono i temi chiave legati alla vita della Winehouse e sviluppati nella mostra: i suoi legami con Londra, le influenze musicali, il suo stile unico e la fede ebraica trasmessa dalla famiglia discendente da immigrati Bielorussi.

L’immagine che balzerà agli occhi sarà quella di un’Amy dal carattere ribelle ed esibizionista, autodistruttiva fin da giovanissima e perennemente coinvolta in risse e scene imbarazzanti. Tantissimi i ricordi esposti, molti dei quali sono in verità i suoi oggetti più cari: la collezione di dischi, la domanda di ammissione che presentò alla “Sylvia Young Theatre School”, l’abito di Luella Bartley indossato a Glastonbury nel 2008, i suoi strumenti e tantissime foto di famiglia con didascalie curate appositamente dal fratello.

Ne esce, quindi, uno spaccato affascinante e sconosciuto della vita dell’artista scomparsa troppo presto, così come diceva il fratello Alex qualche anno fa in occasione della prima inaugurazione inglese della mostra:

“Questo non è un santuario o di un monumento alla memoria di un defunto. Questa è una fotografia di una ragazza che, dentro di sé, era solo una ragazzina ebrea di Londra con un enorme talento“.

Con l’apertura dell’esposizione londinese, sarà possibile anche ammirare sulle strade di Camden un percorso caratterizzato da murales spettacolari che rappresentano vere e proprie opere d’arte a cielo aperto. Il percorso suggestivo, prodotto in collaborazione con “Global Street Art“, è tutto dedicato alla cantante ed ha visto la partecipazione di artisti di calibro internazionale come Captain Kris, Mr. Cenz, Philth and Amara Por Dios.

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