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Londra ai tempi di Shakespeare: la meravigliosa mappa che ci porta direttamente nel ‘500

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AEMORGAN

Se amate Londra in maniera viscerale è assai probabile che le mura delle vostra abitazione ospitino una mappa della città. Utilità a parte, un simile oggetto è qualcosa di molto affascinante, vista la particolare conformazione di Londra, ma lo è ancora di più se si pensa al passato del centro urbano.

Se l’archeologia topografica è tra i vostri interessi, o se semplicemente siete curiosi di sapere che aspetto avesse Londra ai tempi di Shakespeare, potete visitare l’Università di Oxford, e più nello specifico la Weston Library. Qui infatti, è conservato un arazzo che raffigura la Greater London verso la fine del 1500.

Creata per il nobiluomo cattolico Ralph Sheldon, si tratta di uno dei grandissimi arazzi che mostravano i possedimenti della famiglia aristocratica, ai tempi.

La mappa di Londra, “consultabile” anche online, si concentra sull’Oxfordshire, ma uno dei lati sopravvissuti e conservati mostra la capitale alla fine del 16esimo secolo, circondata dai vicini villaggi che poi sarebbero diventati i quartieri delle zone nord e ovest della metropoli.

Si possono scorgere anche alcuni monumenti iconici come Westminster Abbey, la Tower of London, il London Bridge (unico ponte fino al 1750) e la versione originale della St Paul’s Cathedral, mentre Regent’s Park è correttamente rappresentato come uno spazio recintato, trattandosi all’epoca di un luogo di caccia destinato ai reali.

Tanti anche i nomi famigliari come Hakeney, Higat, Chelsey ed Elinge, insieme ad altri che sono rimasti uguali quali Islington, Fulham, Acton e Paddington.

Dal 5 luglio la biblioteca ospiterà una mostra intitolata Talking Maps, dedicata proprio a quegli oggetti peculiari che sono le mappe, in grado di definire tanto un territorio quanto le persone che lo abitano, sulla base di un’ideologia graficamente evidente.

Il pubblico potrà ammirare pezzi unici come la famosa Gough Map, ovvero la più antica mappa conosciuta a mostrare la Gran Bretagna in una forma riconoscibile, la Selden Map, che dipinge il mare della Cina del Sud ai tempi della dinastia Ming, e quelle fittizie compilate da autori come CS Lewis e JRR Tolkien.

L’esposizione rimarrà aperta fino all’8 marzo del 2020 e si potrà visitare da lunedì a sabato dalle 10 di mattina alle 5 di pomeriggio e la domenica dalle 11.

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