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“Forms in Space … By Light”: l’incredibile installazione luminosa in scena al Tate Britain

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Ogni anno la commissione del Tate Britain invita un artista inglese contemporaneo a creare ed esporre una sua opera all’interno delle Duveen Galleries. Le gallerie, collocate nel cuore del Tate, sono state inaugurate nel 1937 e finanziate da Lord Duveen con l’obiettivo specifico di offrire uno spazio espositivo soprattutto alle sculture.

Sono stati tanti gli artisti che si sono succeduti nel corso degli anni, tra cui  Pablo Bronstein nel 2016, Christina Mackie nel 2015, Phyllida Barlow  nel 2014, e ancora Fiona Banner nel 2010, Martin Creed nel 2008 e Mark Wallinger  nel 2007. Per il 2017 è stato scelto Cerith Wyn Evans con la sua installazione “Forms in Space … By Light (in Time)“.

L’opera d’arte è un vasto labirinto di tubi al neon, della lunghezza totale di due chilometri, sospesi a mezza aria su cavi elettrici collegati al tetto. L’istallazione è divisa in tre sezioni in cui saltano agli occhi ispirazioni di ogni tipo che vanno dal Teatro Giapponese Noh, caratterizzato dalla lentezza e dalla gestualità spartana delle maschere, all’astrofisica collegata al Large Hadron Collider, l’acceleratore di particelle situato presso il CERN di Ginevra ed utilizzato per ricerche sperimentali nel campo delle particelle atomiche.

La spettacolare scultura di Wyn Evans  si apre con un singolo anello al neon che funziona da spioncino, attraverso il quale gli spettatori possono inquadrare l’opera, orientarsi e cominciare ad entrare in contatto con essa. Subito dopo si passa a tre grandi dischi luminosi che assomigliano ai diagrammi utilizzati dagli ottici per il test della vista. Nella parte finale, che si estende lungo l’ultima galleria, l’opera esplode in un groviglio di tubi dalle forme caotiche e complesse che spalmano una luce bianca sui pavimenti e le pareti.

Un vero e proprio spettacolo per gli occhi la cui preparazione è stata molto impegnativa e lunga, così come ha ammesso la curatrice Clarrie Wallis:

“Si tratta di un disegno al neon estremamente ambizioso che si sviluppa gradualmente nello spazio e nel tempo. Ci sono voluti 19 giorni e ben 25 persone per istallarlo. […] La luce ha una caratteristica particolare in quanto è stata progettata per imitare la stessa luminosità che si presenta nell’emisfero settentrionale in una giornata di sole. È molto pura“.

Il risultato, ovviamente, è eccezionale: la complessità tecnica dell’opera si trasforma in una vera danza ottica attraverso la quale lo sguardo dello spettatore è portato a non soffermarsi mai su un punto fisso, ma a cambiare direzione continuamente, inquadrando elementi sempre diversi e forme che quasi sembrano animate. Insomma, uno spettacolo imperdibile che sarà aperto al pubblico fino al 20 agosto e per il quale non è previsto nessun biglietto a pagamento.

 

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