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Freehouse, lo spazio espositivo di Londra rivolto ai giovani artisti emergenti

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La spada di Damocle della Brexit non sembra aver scoraggiato la scena artistica londinese che, anzi, in questo periodo vive un particolare fermento. Nel cuore della City sta per sorgere uno spazio espositivo che è molto più di una galleria, e che soprattutto darà voce ai giovani emergenti. Si chiamerà Freehouse.

Nata dalle ceneri di un precedente spazio artistico indipendente, l’Hotel Gallery, il Freehouse è un progetto innovativo fortemente voluto Darren Flook, esponente di spicco del mondo artistico britannico e fondatore dell’Independent Art Fair New York.

La notizia, annunciata alla chetichella dai giornali di settore, è ora ufficiale grazie ad una conferma giunta direttamente dall’account Instagram di Flook. Nulla è dato sapere sulla location o sull’inaugurazione, ma pare che si terrà probabilmente a settembre nell’area Est della città. Freehouse fornirà spazio, visibilità e logistica ai giovani artisti che potranno organizzare mostre, conferenze, proiezioni, retrospettive e incontri di qualunque natura per tutto il tempo in cui saranno ospiti della struttura. E le premesse sembrano buone.

“Ho passato parecchio tempo a pensare alle piccole gallerie, dopo che ho chiuso l’esperienza di Hotel Gallery, e alle fiere di settore.” ha raccontato Darren Flook ad Artforum. “Ho visto giovani gallerie tentare di competere ad armi pari con quelle più grosse, fallendo miseramente.” Tenendo a mente queste sfide, ha deciso quindi di aprire uno spazio in cui gli artisti si sentano a casa loro e soprattutto siano motivati a restituire qualcosa alla comunità. “Freehouse è ambizioso, ma bisogna accettare che il mercato è difficile e che gli artisti desiderano tutto quel che le grandi gallerie hanno da offrire.  Ma cosa resta, poi? C’è ancora spazio per la creatività e per portare avanti i discorsi, invece di stare lì a lamentarsi in lutto della perdita di tempo? Io credo di sì, perché al centro di tutto ciò c’è l’arte.”

Il progetto precedente dell’Hotel Gallery , che Freehouse riprende e amplia in chiave contemporanea, ha scoperto e portato alla ribalta nomi che oggi sono universalmente riconosciuti dall’art system internazionale: Carol Bove, Steven Claydon Duncan Campbell, Joyce Pensato, Rita Ackermann e David Noonan, solo per citarne alcuni.

Ecco perché gli sforzi saranno incentrati soprattutto sulle giovani leve, artisti cioè che non hanno ancora mai esposto nel Regno Unito. Non a caso, la mostra inaugurale sarà affidata a Tobias Spichtig, fino ad oggi confinato soprattutto nell’area tra Zurigo e Berlino; l’insegna dello spazio sarà invece progettata dal collettivo Claire Fontaine, ma in futuro si parla già della presenza di Robin Graubard e Sean Landers. Il mondo dell’arte, in altre parole, non si è neppure accorta dell’uscita dalla UE.

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