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Il 1 agosto riaprono i teatri di Londra, ma non tutti possono permettersi di tornare in attività

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Fino ad oggi il futuro dei teatri londinesi si prospettava decisamente plumbeo, dato che i battenti di questi templi della cultura sono rimasti chiusi sin da quando, lo scorso marzo, è iniziato il lockdown. E se per altri tipi di attività la ripresa è stata relativamente più semplice, per il mondo teatrale la cosa è tutt’altro che semplice. Ma se non altro il governo ha annunciato la data ufficiale delle prime riaperture, ovvero il 1 agosto.

Boris Johnson ha infatti annunciato che dal primo sabato del prossimo mese tutto il settore dell’intrattenimento potrà tornare in attività, a una condizione: il successo di una serie di progetti pilota, che faranno da preludio a più ampie concessioni in termini di platee a disposizioni dei teatri, in vista della nuova stagione autunnale.

A confermare le affermazioni del premier il ministro Oliver Dowden, il quale ha anche aggiunto che tra i primi pionieri di questa fase ci sarà la London Symphony Orchestra insieme ad altre organizzazioni. L’epoca degli spettacoli in streaming sembra destinata a finire, ma le prospettive dell’industria al momento sono tutt’altro che rosee.

Basti pensare per esempio ai tanti impedimenti cui vanno incontro le compagnie, impossibilitate a effettuare prove in vista del ritorno sul palco, a causa del distanziamento sociale; ma anche alla tragica situazione finanziaria nella quale si trovano tante strutture, messe in ginocchio da mesi di inattività e probabilmente impossibilitate a risollevarsi nel breve periodo. Va infatti considerata la capacità più che dimezzata che devono garantire e quindi la notevole diminuzione degli incassi previsti.

Si conoscono già alcune delle disposizioni attuate dal governo, riguardanti tutta una serie di misure di sicurezza atte a minimizzare i rischi di contagio. Il canto e l’esecuzione di musica da parte di strumenti a fiato dovrà avvenire solo in ambienti controllati, tutte le strutture dovranno rivedere il proprio regime di sanificazione, attraverso una segnaletica allo stesso tempo chiara per il pubblico ma non invasiva o dannosa qualora applicata in edifici di valore storico.

Chiaramente le difficoltà cui sono andati incontro i teatri, e in generale il mondo delle arti, hanno costretto il governo ad annunciare un piano di finanziamenti, dopo le proteste dei diritti interessati e dei loro sostenitori abituali: le organizzazioni riceveranno un bonus economico una tantum nell’ambito di un pacchetto di salvataggio del valore di circa 1 miliardo e mezzo di sterline.

Una somma di denaro tutt’altro che elevata se si pensa agli investimenti richiesti per ottemperare alle disposizioni sanitarie. Rebecca Kane Burton, CEO dei teatri del West End di Andrew Lloyd Webber, ha rivelato che verrà adottato un sistema di telecamere a infrarossi che misureranno in tempo reale la temperatura corporea degli spettatori, nel momento in cui dovranno fare il proprio ingresso nella struttura. All’interno dovranno essere indossate le mascherine, ci si dovrà disinfettare le mani e infine si dovrà seguire scrupolosamente la segnaletica improntata a far rispettare la distanza di due metri tra una persona e l’altra.

Considerati tutti questi aspetti, dunque, l’ipotesi di una stagione autunnale potrebbe essere quasi una chimera per molti teatri e compagnie, che hanno chiesto un piano di aiuti più strutturato e consistente, atto non solo a risanare bilanci ormai in rosso, ma anche a rifinanziarsi per garantire nuove produzioni, sicure e di elevata qualità nonostante un afflusso che si prevede non elevato.

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