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Na Pizza Fritt: un’icona dello street food di Napoli alla conquista dei mercati di Londra

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Se siete mai stati a Napoli non può esservi sfuggito un caposaldo fondamentale della cucina da strada e take away che è la pizza fritta. Mai stati a Napoli? Peggio per voi, non sapete che vi siete persi, e parlo in generale.

Ma nel particolare, la pizza fritta è una delizia realizzata con un impasto ripieno di ricotta, provola e cicoli (grasso di maiale cotto e solidificato) e messo a friggere nell’olio. Il risultato è una sorta di calzone indorato, dal cui interno trasudano i suddetti ingredienti perfettamente miscelati, caldi e gustosi.

Se dopo aver letto queste righe avete subito pensato di acquistare quel biglietto per Napoli, be’, avete fatto bene. Ma vi suggerisco un metodo meno dispendioso per provare la prelibatezza partenopea.

Ed è quello di correre subito alla ricerca dello stand Na Pizza Fritt, ultimo arrivo nel variegato panorama gastronomico da strada dei mercati londinesi.

Raffaele e Camilla sono apparsi con le loro pizze fritte al mercato di Camden Town lo scorso giugno.

Lui, napoletano doc, lei inglese: quale migliore connubio per sottolineare l’ospitalità di questo paese nei confronti del popolo partenopeo, se non questa coppia unita nella vita e nel lavoro?

Io li ho conosciuti nello School Yard del Broadway Market, dove si stanno facendo vedere ultimamente per vendere il loro meraviglioso prodotto. Ma com’è nata l’idea per questo stand?

Na Pizza Fritt, Raffaele e Camilla

Innanzitutto Raffaele mi racconta dei suoi trascorsi: “Sono a Londra dal ’92, da quando avevo 17 anni”. Cavolo, penso io, un pioniere! E cosa hai fatto tutto questo tempo? “Un po’ di tutto, ho fatto tantissimi lavori, lavorando molto anche nei ristoranti e nei catering, in diversi contesti. Per un periodo ero anche sul set dei video dei Prodigy”. E Camilla? “Lei lavorava, e lavora tutt’ora, nel marketing e come PR per i club”.

Perfetto. E come si è arrivati a Na Pizza Fritta? “Eravamo a Napoli in vacanza, e al mercato di piazza Trieste e Trento le ho fatto assaggiare la pizza fritta. Fu lì che mi è venuta l’idea. Per quanto ne sapevo, ancora non si era vista nei mercati di Londra. Io sono sempre stato un grande appassionato di cucina, e grazie ai consigli di molti amici pizzaioli ho imparato anche a lavorare sull’impasto. Camilla invece si occupa della parte manageriale del business”.

E come hanno accolto gli inglesi questa novità? “Con molta diffidenza. Gli inglesi sono difficili da convincere: già associano la pizza a qualcosa di pesante, se poi è pure fritta…”. Già, vedi un po’ se dobbiamo farci giudicare da un popolo che ha il fish’n’chip come portabandiera della sua cucina. “Ma appena la assaggiano si convincono e ritornano, e abbiamo già la nostra clientela affezionata”.

pizza fritta classica

E come dubitarne. Basta buttare un occhio alle pizze esposte sul bancone, e chiunque comincerebbe a salivare istantaneamente. Ancora di più nell’osservare le abili mani di Raffaele maneggiare l’impasto, spargerci sopra gli ingredienti, chiuderlo e gettarlo nel calderone di olio bollente. Il prodotto finito che mi viene messo tra le mani è naturalmente oltre la temperatura gestibile dalla mia lingua senza ustionarsi, e faccio fatica ad aspettare che si raffreddi.

Ne è valsa la pena, però. Al primo morso sento subito l’aroma di casa. Come di dovere, l’impasto è abbastanza spesso da dare soddisfazione nell’addentarlo, ma il vuoto d’aria al suo interno lascia respirare gli ingredienti che sprigionano il loro sapore. Del variegato menù, che prevede anche variazioni sulla ricetta classica per venire incontro ai bizzarri gusti degli inglesi, io ho avuto modo di assaggiarne due. Una pizza fritta classica con numerose aggiunte sulla ricetta originale, composta da salame napoletano, prosciutto stagionato, mozzarella di Bufala D.O.P., provola, fior di latte, ricotta e salsa di pomodoro e basilico. E un’altra ai funghi saltati, che sostituivano i salumi.

Entrambe le pizze sono saporite, ricche e soddisfacenti, e mi concedono appineo la possibilità di apprezzare la qualità degli ingredienti utilizzati. Tutti rigorosamente di origine campana, che Raffaele si procura tramite distributori locali o si fa arrivare direttamente dalla madre terra, come nel caso della mozzarella casertana D.O.P.

Pizza fritta a Londra

Io sono rimasto contentissimo, e non sono il solo. Mi guardo attorno e vedo altre facce soddisfatte. Un papà ha appena comprato due pizze per le sue bambine, che mangiano voraci. Una coppia è seduta al mio stesso tavolo gustando con evidente piacere un prodotto alimentare che non avevano mai sperimentato prima. Altri passanti, incuriositi ma diffidenti, vengono attirati dalla simpatia di Camilla, che cattura le persone col suo sorriso spontaneo: ci pensa poi Raffaele a stenderle con la magia della sua cucina. Purtroppo noto anche che Raffaele aveva ragione quando mi diceva che gli inglesi non sono facili: una coppia si avvicina, il ragazzo decisamente ispirato, ma la sua ragazza legge le due parole “pizza fritta” e lo trascina via con un “No way!”. Poverina, non sa davvero cosa si è persa.

A questo punto, la domanda di rito: come vede Raffaele il futuro di Na Pizza Fritta? “Prima di tutto vorrei puntare ai foodies market. Ora mi sto facendo la gavetta qui al Broadway Market, ma spero di ritornare presto al Southbank Centre, dove già abbiamo avuto una bella esperienza. E poi naturalmente, vorrei aprire più stand. Appena passato l’inverno comincerò a cercare personale per coprire altri mercati: mi servono ragazzi in gamba che sappiano lavorare l’impasto, di cui mi occuperò io”.

Pizze fritte

Sentito? Ci sono già buone occasioni di lavoro. Ma prima ancora, c’è la possibilità di assaggiare uno dei prodotti più tipici dello street food campano in terra londinese. Vi consiglio di non lasciarvela sfuggire: cercate Raffaele e Camilla ogni week end tra il Broadway Market e Camden Town. E chissà che un giorno non li vedremo anche al Borough Market. I miei migliori auguri, ragazzi: ve lo meritate!

Na Pizza Fritta, ven-sab-dom ai mercati di Broadway Market e Camden Town. Per seguire i loro spostamenti, date un occhio ai loro profili Facebook, Twitter e Instagram.

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