Shakespeare a Londra…che passione!

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Ok, affrontiamo il mostro.
Non si può portare avanti una rubrica di teatro a Londra senza parlare di Willy.

Tanto per capirci: io sono una Shakespeare nerd da quando avevo 12 anni, che ad oggi vuol dire un quarto
di secolo, quindi non voglio vedere occhi roteanti al cielo, facce che sbuffano, sguardi catatonici. Per dirla con George Michael – quindi solo gli anzianotti coglieranno la citazione – SHAKES IS NATURAL, SHAKES IS GOOD…

Per capirci, Shakes all’epoca era il corrispondente di Freud, Neruda, Tarantino e i Monty Python messi insieme: un tizio con un talento sconfinato che unisce ogni possibile sentimento umano con ogni possibile spunto comico, tragedie devastanti, vette poetiche inusitate e una camionata di morti ammazzati.

Il Regno Unito lo venera. E c’ha ragione. Quindi lo mette in scena con una regolarità impressionante.

Dalla Royal Shakespeare Company alla filodrammatica aziendale dei minatori di Cardiff, non c’è britannico che non abbia interpretato almeno un albero nella scenografia di una rappresentazione shakespeariana. Per chi sa cosa fa il bosco di Birnan in Macbeth, l’albero potrebbe non essere un ruolo così marginale. Questo per dire che se volete vedere Shakes a teatro (che poi è l’unico modo per capirlo), avete solo l’imbarazzo della scelta.

Solo mentre scrivo si contano a Londra otto diverse opere in scena nei teatri maggiori, dal Barbican al National Theatre. Non si contano le rappresentazioni amatoriali/dilettantesche/imbarazzanti. Se lo affrontate per la prima volta, fate i compiti prima: leggete l’opera. Originale. Con testo a fronte.

E’ una rottura di palle? Sì, è una rottura di palle. Leggere testi teatrali è come mangiare la pizza ancora
surgelata.

Però Shakes c’ha sto difetto di aver scritto 400 anni fa, quindi non proprio in un inglese accessibilissimo ai contemporanei. Bisogna prepararsi. Poi credetemi, se la messa in scena è all’altezza, sarà fatica ripagata, perché Guglielmino sa muovere ogni
corda del cuore, dell’anima e delle budella.

Non bastasse, è fottutamente divertente e quanto a splatter, pulp, sangue a fiumi e violenza catartica, George RR Martin gli fa un prestigioso baffo a triplo ricciolo acrobatico.

Siete ancora sotto shock per il Red Wedding e la morte oculistica di Oberyn Martell? Dilettanti, andate a guardarvi un Titus Andronicus, un Macbeth o un King Lear. Scommetto un braccio e un litro di sangue che poi Game of Thrones vi sembrerà una puntata dei Teletubbies.

Siete poco propensi a dissezioni, amputazioni, ruscelli ematici e altre simpatiche pratiche da Torquemada Club?

Venghino venghino siore e siori, ce n’è per tutti, il Bardo ha preparato una pregevole collezione di commedie apposta per i vostri stomachini delicati. Scompisciatevi coi battibecchi isterici di Benedick e Beatrice in Much ado about nothing, seguite i casini dei travesti di Viola in The twelfth night, fatevi un viaggio psichedelico senza bisogno di LSD con A Midsummer Night’s Dream.Siete dei vecchi barbogi noiosi come guardare la vernice che si asciuga, e non vi vanno bene né le tragedie hard boiled né la commedia degli equivoci?

A parte che potreste anche cagare la pigna e imparare a divertirvi, comunque abbiamo qui per voi lo stock completo delle opere storiche: potrete pascervi per settimane negli intrighi di palazzo di una ragguardevole infilata di Riccardi, Giovanni ed Enrichi elegantemente numerati, in fila per sei col resto di due. Se poi volete cavarvela in 10 minuti di lettura prima di andare a nanna invece che in 3 ore comode a teatro, ci sono sempre i sonetti, ma sappiate che siete delle mammole senza spina dorsale.

Per chi invece vuole affrontare la pugna, consiglio gratis: cercate rappresentazioni visivamente di impatto. Il testo non si discute, ma una rappresentazione vecchia maniera con tanti fenicotteri in calzamaglia che strepitano sul palco potrebbe risultare un po’ datata. Uno stile più asciutto e moderno restituisce a Willy l’effetto rivoluzionario che aveva a suo tempo.

Ulteriore consiglio gratis: siccome gli attori britannici hanno un straporca solidissima preparazione, capita che fior di opere shakespeariane vengano interpretate da fanciulli che nel frattempo sono diventati gli idoli di eserciti di bimbeminchia decerebrate. Solo nell’ultimo anno, David Tennant, Tom Hiddleston, Jude Law, Martin Freeman, l’anno prossimo Benedict Cumberbatch.

Ecco, al primo risolino, gridolino, sospirino, commentino demente, applauso fuori luogo, ululato ormonale dell’ochetta impubere nel sedile a fianco, siete autorizzati all’uso dell’artiglieria pesante.

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