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TRASPORTI/AEROPORTI

Una sola vittima di Covid in UK nelle ultime 24 ore: il sistema a “colori” per il Regno Unito sta per essere lanciato!

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EU Network
AEMORGAN

Ora che il Regno Unito ha registrato una sola vittima per Covid nelle ultime 24 ore e 1.649 contagiati, (al netto di eventuali ritardi nella rendicontazione dovuta al lungo bank holiday) possiamo ragionevolmente affermare che le cose continuano a migliorare. L’andamento della curva pandemica sta scendendo drasticamente e i vaccinati oramai ammontano a quasi 50 milioni, di cui 15 milioni hanno già ricevuto la seconda dose; nelle prossime settimane avrà inizio la vaccinazione per gli over 30, e dal 17 maggio le restrizioni su spostamenti e social distancing saranno ulteriormente allentate. Ciò avrà un impatto sui viaggi internazionali che saranno soggetti a limitazioni più o meno stringenti, a seconda del nuovo sistema a semaforo che debutterà a breve.

Un Semaforo in Europa

Lo aveva anticipato una decina di giorni fa il ministro dei Trasporti Grant Shapps, parlando di “luce in fondo al tunnel.”. La roadmap del governo Johnson presto dovrebbe consentire di prendere finalmente un aereo e lasciare il Regno Unito anche per una vacanza all’estero, grazie all’istituzione di un “sistema a semaforo” che dovrebbe partire dopo metà maggio.

Un sistema analogo a quello in fase di studio anche in Unione Europea, nel tentativo di agevolare la ripresa dell’industria del turismo in tempo per l’estate. Tra le iniziative, c’è sicuramente il passaporto vaccinale che permetterà di spostarsi senza burocrazia né quarantene a chi ha già completato il ciclo di vaccini, ha effettuato un test di recente o è immunizzato per aver contratto la malattia. Un tipo di agevolazione che è specificatamente pensato per Schengen, ma che verrà probabilmente esteso a tutti i paesi che tengono sotto controllo l’epidemia, dunque anche il Regno Unito.

Insomma, al di là degli screzi della Brexit, scontrarsi a muso duro su questo punto non è conveniente per nessuno; dunque, un’armonizzazione del meccanismo del semaforo tra UK e Bruxelles appare ragionevole, auspicabile e forse perfino inevitabile.

Il Semaforo UK

Il sistema a semaforo a cui lavora il governo britannico consisterà in una lista online, costantemente aggiornata, di destinazioni suddivise in base al grado di rischio che si ha di contrarre in loco il Covid-19 e riportarlo a casa. E già dal prossimo 17 maggio è possibile che alcuni paesi vengano inseriti in lista verde; tuttavia è presto per fare progetti di lungo respiro.

“Non sto dicendo alle persone di non prenotare adesso le vacanze” ha dichiarato cautamente Shapps. “È la prima volta che posso dire qualcosa del genere in tanti mesi, e penso che tutti comprendano i rischi connessi col Coronavirus.” Ecco perché serve cautela:

“Per la prima volta, le persone possono iniziare a pensare alle visite ai propri cari all’estero, o magari alle vacanze estive, ma lo stiamo facendo in modo molto, molto cauto perché non vogliamo recrudescenze di Coronavirus in questo paese. Quel che abbiamo oggi è uno schema per fare proprio questo, il famoso sistema a semaforo di cui avete sentito parlare: rosso, giallo, verde. Per la categoria verde, cercheremo di rendere il viaggio il più facile possibile. Ma prendete con le pinze il tutto, perché non vogliamo buttare via il buon lavoro fatto con i lockdown e i vaccini, impelagandoci in una variante nuova o altro.”

Che poi, a ben vedere, una sorta di semaforo per i viaggi internazionali esiste già. Al momento, le restrizioni sanitarie rendono infatti illegale effettuare una vacanza fuori dal paese (tranne che in Irlanda del Nord, che è “verde”); chi invece desidera recarsi in Inghilterra (per Scozia, Galles e Irlanda del Nord le regole sono diverse e più restrittive) deve sottostare a rigide direttive. Ad esclusione dei nordirlandesi, che entrano e escono a piacimento, tutti gli altri sono soggetti a un test Covid negativo prima di potersi mettere in viaggio; e per chi proviene da paesi particolarmente a rischio, è prevista una quarantena obbligatoria a proprie spese in strutture specifiche (minimo £1,750 a cranio) e due test PCR all’arrivo.

Cosa cambierà dunque, quando verranno riaperti gli spostamenti internazionali? In base alle ultime informazioni rilasciate dalla Global Travel Taskforce, verrà compilata una lista di paesi “verdi” a basso rischio. Per chi torna da uno di essi, niente quarantena, ma saranno comunque richiesti un paio di tampone molecolare prima delle partenza e entro i primi due giorni dall’arrivo. Per riassumere:

  • 🟢 Paesi verdi: Niente quarantena in assenza di sintomatologia; sarà richiesto un test molecolare prima della partenza e dopo l’arrivo.
  • 🟡 Paesi Gialli: Tampone molecolare negativo richiesto prima dell’imbarco e 10 giorni di auto-isolamento all’arrivo + 3 test molecolari rispettivamente prima della partenza, al secondo e all’ottavo giorno. È possibile ridurre l’isolamento a 5 giorni, eseguendo a proprie spese e in modo autonomo un ulteriore test a pagamento dopo il 5º giorno (Test to Release). Tale procedura non sostituirà i test obbligatori pre-partenza ed in occasione del 2° ed 8° giorno.
  • 🔴 Paesi rossi: Soggiorno obbligatorio e a spese proprie nei Quarantine Hotel, per una quarantena di 11 giorni; il servizio parte da £1,750 a persona e va prenotato e pagato in anticipo; a questo si aggiunge il costo di tre tamponi molecolari. Non sarà inoltre possibile utilizzare la procedura anticipata Test to Release.

Poiché il passaggio da un colore all’altro è strettamente legato all’andamento dei contagi e può avvenire anche molto rapidamente, il governo predisporrà una “Green Watchlist” che “identificherà i paesi col maggior rischio di passare dal verde al giallo;” la speranza è di evitare il caos visto per esempio lo scorso luglio, quando la Spagna fu messa nella lista delle quarantene obbligatorie nel giro di poche ore. Ma è chiaro che, anche così e alla luce di quel che accade nel mondo (vedi India), le brutte sorprese purtroppo non mancheranno.

Il sistema a semaforo -che attualmente è basato su indiscrezioni- dovrebbe essere inaugurato “il prima possibile” ma comunque non prima del 17 maggio. Solo a fine mese avremo indicazioni ufficiali. Insomma, il consiglio è di attendere ancora che ci sia maggiore chiarezza non solo in UK, ma anche a livello UE.

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