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TRASPORTI

“All on the board”: i poeti della Tube che scrivono versi contro depressione e solitudine

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AEMORGAN

Se siete pendolari o comunque assidui frequentatori della metropolitana di Londra, vi sarete sicuramente imbattuti in qualche splendida poesia che puntualmente appare sulle lavagnette per gli avvisi della Tube.

Gli autori dei versi da poco sono venuti allo scoperto: si tratta di Jeremy Chopra e Ian Redpath, due dipendenti della metro londinese che da sempre usano come nome d’arte N1, che sta per “none” ovvero nessuno, ed E1, che sta per “everyone” cioè chiunque.

Dal 2017 la coppia di poeti scrive messaggi e splendidi versi lunga tutta la rete della Tube firmandosi come “All on the board“. L’idea è nata da Ian dopo un terribile incidente in cui una ragazza si lanciò sotto il treno mentre lui era alla guida. L’uomo ha raccontato che mentre lei si buttava ha incrociato il suo sguardo e il suo sorriso e, così, da allora ha cominciato a dare importanza ai volti di ogni passeggero scrutandone tristezze, preoccupazioni, gioie, complicità e tanto altro.

Grazie alla collaborazione dell’amico Jeremy, è così nato il progetto artistico che dopo quattro anni è diventato il marchio di una campagna contro la solitudine, contro la depressione e contro la maleducazione. I messaggi e i versi che appaiono quotidianamente lungo il percorso della metro vogliono offrire un po’ di leggerezza e di spensieratezza ai viaggiatori, facendoli ridere, fantasticare e anche riflettere.

A novembre Jeremy e Ian hanno avuto la possibilità di pubblicare un libro intitolato “All on the board” che raccoglie la gran parte dei messaggi e delle poesie scritte in questi anni. Esiste anche un account Instagram in cui poter ammirare le migliaia di foto e selfie in cui sono immortalati i versi metropolitani. In questo periodo così incerto i messaggi più gettonati fanno riferimento sempre alla speranza: “La vita è un viaggio, e in questo momento la carrozza in cui siamo tutti è in una galleria, ma un giorno rivedremo la luce”, e ancora “Non lo possiamo nemmeno immaginare oggi quanto forte ci stringeremo quando sarà di nuovo possibile. Gli abbracci che non avevamo mai visto prima“.

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