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Perché alcune stazioni della metropolitana di Londra hanno l’apostrofo e altre no?

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Quella inglese è una lingua apparentemente semplice, se si osservano elementi come la pura sintassi, le coniugazioni verbali, la composizione delle parole: insomma, tutto ciò che introduce un non-nativo a un idioma straniero. Eppure, una volta approfondita meglio la conoscenza, ci si accorge velocemente che la lingua di Shakespeare non è priva di tranelli, basti pensare alla pronuncia, quasi completamente arbitraria, o alle norme ortografiche, spesso a dir poco ballerine.

Chi usa molto i mezzi di trasporto pubblici, per esempio, nell’attesa di un convoglio della metropolitana si sarà prima o poi domandato perché il nome di alcune stazioni comprende un apostrofo, mentre altre ne sono prive, trattandosi di casi di genitivo sassone. Per spiegarci meglio: perché troviamo Earl’s Court e Barons Court affiancate sulla Piccadilly, due nomi estremamente simili ma separati dal piccolo e insidioso segno tipografico?

Un rapido sguardo alla mappa della Tube londinese ed è lampante quanto possa essere caotica la situazione per un appassionato di grammatica (tutti gli altri, curiosi a parte, probabilmente manifesteranno una certa indifferenza). Gli apostrofi e il loro uso d’altro canto sono tra gli argomenti più dibattuti tra gli esperti di lingua inglese e non aiutano affatto in questo caso le differenti trascrizioni operate da Wikipedia, i canali ufficiali governativi, Google Maps. Tuttavia ci sono quantomeno delle regole o delle tendenze di base da tenere a mente.

Come sa chi ha un po’ di familiarità con i linguaggi, la pratica orale e scritta nella vita di tutti i giorni precede e sovrasta di gran lunga qualsiasi norma prescrittiva, se si considera l’inglese come qualcosa di vivo e non mummificato e musealizzato. Per questo motivo, in generale, l’uso dell’apostrofo sta lentamente decadendo e, almeno per quanto riguarda il nostro caso, è particolarmente fermo solo quando indica l’appartenenza presente o passata a qualcuno di riconosciuto o riconoscibile. Il principio cardine però è uno solo: aspettatevi eccezioni.

Stazioni e luoghi di Londra con l’apostrofo

Come già accennato la maggior parte delle occorrenze prevede che il luogo fosse di proprietà di qualcuno, come per esempio Regent’s Park, che evidentemente appartiene al re o alla regina in carica. Ci possono anche essere ragioni prettamente storiche, come quelle che danno il nome a Shepderd’s Bush, un luogo in cui i pastori erano soliti riposarsi nel loro cammino verso Smithfield Market.

  • Earl’s Court
  • King’s Cross
  • Shepherd’s Bush
  • Queen’s Park
  • Regent’s Park
  • St John’s Wood (il nome si deve all’ordine religioso cavalleresco degli Ospitalieri di San Giovanni di Gerusalemme)
  • Queen’s Road (Walthamstow)
  • St James’s Park (che ha cambiato varie volte punteggiatura nel corso del tempo, ma è stabile dal 1951)
  • St Paul’s

Stazioni e luoghi di Londra dall’apostrofo variabile

  • Parson(‘)s Green (solitamente scritto con l’apostrofo, anche se ultimamente pare essere caduto in disuso)
  • King’s Road (nello stradario ufficiale A-Z il lato est ha l’apostrofo e quello ovest no… esatto, follia pura)

Stazioni e luoghi di Londra senza apostrofo

  • Barons Court (in questo caso, a differenza di Earl’s Court, non c’è l’apostrofo perché il nome è inventato, in quanto nessun barone ha mai posseduto il luogo)
  • Bounds Green
  • Rayners Lane (che deve il nome a un famoso fattore del luogo)
  • Canons Park – Sì, fu posseduto da un canonico, ma l’apostrofo è stato rimosso anni fa.
  • Crews Hill
  • St James Street
  • Theobalds Road (il nome viene dalla magione Theobalds House)
  • Highams Park
  • Gants Hill (che prende il nome da una famiglia, i Gant, di sottotenenti del re)
  • Gallions Reach
  • Emirates Royal Docks
  • Devons Road
  • Colliers Wood
  • Phipps Bridge
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