Sciopero della metro: Tre giorni di stop per la Piccadilly Line

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Con la chiusura dell’accordo per la Night Tube tra il sindacato dei lavoratori RMT e il Transport for London la scorsa settimana, si pensava che gli scioperi della metropolitana fossero finalmente giunti al termine. Invece, gli addetti ai trasporti pubblici londinesi si preparano a nuove agitazioni sindacali. C’è una “buona” notizia però: una sola linea sarà coinvolta in questa protesta. Peccato che si tratti della Piccadilly Line – la quarta linea più trafficata visto che trasporta circa 600mila passeggeri ogni giorno – e non della Waterloo & City Line, ma, dai, cerchiamo di guardare sempre il bicchiere mezzo pieno.

Mercoledì 9 marzo, il più importante sindacato del settore – il già citato RTM – ha confermato che l’85% dei lavoratori iscritti ha votato a favore dello sciopero e che saranno circa 400 gli operatori che aderiranno alla protesta. Tre saranno le giornate di stop della Piccadilly Line, una a marzo e le altre ad aprile. In tutti i casi la durata della manifestazione sarà di 24h:

  • Dalle 21:00 di mercoledì 23 marzo alle 20:59 di giovedì 24
  • Dalle 12:00 di martedì 19 aprile alle 11:59 di mercoledì 20 aprile
  • Dalle 12:00 di giovedì 21 aprile alle 11:59 di venerdì 22 aprile.

I motivi dello sciopero non sono legati questa volta al funzionamento della metropolitana notturna, ma a “un prolungato periodo” di problemi tecnici sulla linea, che avrebbe lasciato i conducenti in una posizione “vulnerabile”. Inoltre, secondo il sindacato, i dirigenti, invece di venire incontro alle istanze dei lavoratori,  avrebbero minacciato lo staff facendo un uso non appropriato delle procedure disciplinari.

Il segretario generale di RMT, Mick Cash, ha detto: “Il totale abuso delle procedure e degli accordi da parte del management della Piccadilly Line è dilagante e ha raggiunto livelli tali da potersi considerare alla stregua di una campagna di bullismo, molestie e intimidazione che il sindacato deve fermare. RMT non permetterà alla dirigenza di continuare a porre in essere un comportamento aggressivo e vendicativo nei confronti dei nostri membri, solo perché non vogliono affrontare i problemi di sicurezza presenti sulla linea, mettendo così a rischio l’incolumità dei lavoratori”.

A queste accuse, Pat Hansberry, direttore operativo della London Underground, ha risposto: “È avvilente che RMT stia minacciando ancora una volta uno sciopero non necessario senza cercare prima di risolvere la questione con noi. A rimetterci sono solo i londinesi”.

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