LAVORO

Lavorare nella City? Attenzione al colore delle scarpe (e della cravatta)

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State cercando lavoro nella City? Allora, dovete sapere che ci sono delle regole non scritte ma ben precise da seguire per vestirsi in vista di un colloquio di lavoro e per lavorare nelle banche del centro città.

Ovviamente starete pensando a camicia, cravatta e completo, ma c’è di più: nella City vige ancora la regola di Wall Street “No brown in town”, quindi se volete avere più opportunità di essere assunti evitate scarpe marroni, ma anche cravatte sgargianti e preferite sempre vestiti dal taglio classico.

Sebbene Londra sia considerata la città della libertà e della libera espressione di se stessi, sembra proprio che nel campo bancario il dress code conti e come. A rivelarlo il rapporto della Social Mobility Commission, “Socio-Economic Diversity in Life Sciences and Investment Banking”, redatto su incarico dal governo britannico, per indagare sulle eventuali discriminazioni di ceto, censo e classe che esistono ancora nel Regno Unito.

Lo studio è chiaro: mentre nel resto d’Europa non si presta troppa attenzione al colore delle scarpe dei candidati, le banche londinesi sembrano invece prendere questo dato in seria considerazione durante i colloqui di lavoro. Niente scarpe marroni, ma rigorosamente nere e con i lacci (banditi i mocassini).

Anche il colore della cravatta è tenuto in considerazione: meglio andare sul classico ed evitare i colori sgargianti. “Lei ha ottime referenze e avrebbe superato il colloquio, ma non possiamo prenderla a lavorare da noi, perché la sua cravatta non si abbina al vestito che ha addosso”, si è sentito dire un candidato, come riporta il Financial Times (che a fare i colloqui ci sia Anna Wintour?).

Questo rapporto ha riportato in luce due tipi di problemi legati al mondo del lavoro nella capitale. Da un lato, il divieto alle scarpe marroni riaccende la polemica sui codici d’abbigliamento nell’ambiente di lavoro, come quello che prevedeva tacchi a spillo per le donne in molti uffici londinesi, abolito dopo la protesta di una segretaria licenziata per essersi rifiutata di indossare tacchi alti.

D’altra parte, sembra che ci sia sempre una sorta di preferenza da parte dei datori di lavoro nell’assumere chi è uscito da una scuola privata. Un rapporto redatto da Sutton Trust nel 2014, dimostrava come il 34% dei nuovi assunti nel settore finanziario provenisse da una scuola privata, quando solo il 7% della popolazione manda i figli in questo tipo di scuole.

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