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INTERVISTE

Marco, dall’Italia a Londra per inseguire il sogno (realizzato) della Stand-up Comedy

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Quando Marco è partito, aveva un sogno nel cassetto: quello di diventare uno stand-up comedian. E così, tra un lavoretto e l’altro come fanno tanti nostri connazionali, fonda BeComedy UK, un “progetto di comicità Made in Italy per spargere risate in tutto il mondo.” Da quel momento in poi, il successo è stato inarrestabile: arrivano le prime collaborazioni coi nomi grossi dell’intrattenimento, centinaia di esibizioni in UK e Italia, il Festival Fringe di Edimburgo e, infine, Zelig. Oggi vi raccontiamo la sua storia, una storia tutta italiana.

Marco Di Pinto, classe 1989. Domanda di rito: da dove vieni, quando ti sei trasferito a Londra e soprattutto perché?

Vengo da Barletta e risiedo qui da 8 anni. Sono venuto perché lì mi sentivo un po’ in gabbia. Avevo del potenziale che non riuscivo a esprimere, e così nel giro di un mese ho preso la decisione, ho prenotato il volo e sono partito.

Che tipo di difficoltà hai incontrato venendo qui?

Uno dei motivi per cui sono partito è che volevo migliorare l’inglese. Anzi, imparare; perché pensavo di essere bravo, ma ho scoperto ben presto che sostenere una conversazione con un anglofono è tutta un’altra storia. Quindi ti direi come prima cosa la lingua. Inoltre, qui c’è una cultura del lavoro molto diversa all’Italia.

Cosa ti ha sorpreso piacevolmente di Londra, e cosa invece ti è piaciuto meno?

Londra è una città che premia impegno e talento, e soprattutto dà una possibilità a chi ha un progetto in cantiere. Puoi anche partire come cleaner, ma se ti applichi in poco tempo diventi supervisor, e poi responsabile di area. Benché dura, ho amato la sfida iniziale. Avevo 22 anni, avevo tanta voglia di fare, e ti dico la verità: me la sono proprio goduta. Qui si può crescere in qualunque settore. E poi, la burocrazia è inesistente, la città bellissima, e che dire del mix incredibile di culture?Per quanto riguarda, i contro, invece, sarò banale ma punto il dito verso il clima.

Cos’è BeComedy, e come nasce?

BeComedy UK è un progetto di comicità italiana che ho fondato quasi per caso, a giugno del 2018, sulla scia di un progetto simile già presente in Italia. È iniziato tutto da una serata di prova in un pub che andò benissimo; il proprietario ci chiese, infatti, di tenere un appuntamento fisso ogni mese. Le serate sono via via aumentate fino a portarci a Covent Garden, in un magnifico comedy club nel cuore artistico della città. Ed è da lì che tutto è cambiato. Ora abbiamo perfino serate in inglese in Italia, e serate in italiano in UK, e collaboriamo con grossi calibri di Netflix, Comedy Central, Mock the Week e perfino il mitico Al Lubel. Sta funzionando davvero.

E ne siamo contenti. Ma come lo spieghi? Qual è l’ingrediente che hai trovato qui e che mancava in Italia?

Non voglio passare per il solito esterofilo, ma qui noto una maggiore valorizzazione di arte e cultura. E poi ci sono anche ragioni storico-culturali. La stand-up comedy esiste da 60 anni, e c’è molta più possibilità di fare palco; poi per carità, non è sempre tutto rose e fiori, ma mi sembra che l’atmosfera sia molto più rilassata qui, e che ci si aiuti di più anche tra colleghi e potenziali competitor. La concorrenza qui è vista in modo positivo, in Italia come una minaccia.

Dove possono venire a vedere i vostri spettacoli i lettori di Londra da Vivere?

Attualmente abbiamo una serata in inglese a Zelig ogni mese. A Londra, presso il Nell of Old Drury a Covent Garden, c’è uno spettacolo in inglese ogni venerdì e l’ultimo sabato del mese; tra i comici che si esibiscono regolarmente con me ci sono Luca Cupani e Tiziano La Bella, e sono esilaranti. La rassegna italiana, invece, si tiene al La Pizzica Restaurant di Fulham.

E per il futuro, cosa bolle in pentola?

Ad agosto parteciperemo di nuovo all’Edinburgh Festival Fringe, e stiamo organizzando un tour con delle serate tributo negli USA, in Texas. Il tour europeo in teoria doveva concludersi a Roma, dopo Berlino e Parigi, ma ora, purtroppo, è tutto bloccato per via del Coronavirus.

Infine, organizziamo serate di beneficienza per Bill Hicks Foundation for Wildlife e The Better Ride People, che aiuta i senzatetto della città. Insomma, non ci basta letteralmente il tempo per seguire tutto. E questo anche grazie alla comunità degli italiani a Londra, cui va tutta la mia gratitudine. Grazie davvero.

Se anche a voi è venuto il desiderio di assistere ad uno degli spettacoli di Marco e del sui BeComedy, potete seguire la pagina ufficiale Facebook di BeComedy UK e resterete sempre aggiornati sulle novità, gli spettacoli e tutto il palinsesto.

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