Biskie: il nuovo peccato di gola da non perdere a Londra

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Non pensavo di essere portata per le crisi mistiche e neppure di essere pronta ad abbracciare nuove fedi.

Poi è andata che qualche giorno fa, curiosando svogliatamente qua e là, mi sono imbattuta in quella che definirei la via di Damasco; 4 Brewer Street, Soho, ovviamente Londra, queste le coordinate per farmi compagnia nel percorso di “conversione” da fanatica dei cup cakes a sfegatata del Biskie (siate precisi con la perfezione, si pronuncia bisk-ee).

Cutter & Squidge, che più che una pasticceria è una galleria d’arte che espone perdizioni per i golosi, ha messo all’opera i suoi artisti/fornai, che hanno concentrato la voglia matta e le tendenze del momento in un solo perfetto ed immaginifico peccato di gola, il Biskie.

Dovrei definirlo, dovrei descriverlo, dovrei dargli voce, ma come si fa a scrivere di un biscotto che non è un dolce ma uno scrigno di dolci? Due macarons al cioccolato, o alla vaniglia, o altro speziato gusto che fa da maremoto nel palato.  Oppure -se volete- anche due whoopie, che per unirsi si sono tuffati in una crema al burro e fragole o marshmallows, marmellata, caramello e zenzero, o uno dei 16 gusti che vi aspettano da Cutter & Squidge.

Ma il Biskie fa anche arte oltre che gola: ce ne sono dei più disparati -quello col “cappellino” di meringa o punteggiato di gelatina di ciliegia e frutto della passione, quelli decorati come i cup cakes o preparati come fossero un quadretto di cioccolato e panna- insomma tutto quello che abbiamo assaggiato da “single”, ora si sposa con tutto il resto. La new entry resta in pista fino a fine giugno, poi anche il Biskie va in vacanza per un po’.

La dinamica è quella di fondere il concetto della forma creativa, che negli ultimi anni grazie al cake design la fa da padrone, con i gusti del momento, dal cioccolato bianco ai lamponi, dal crumble alla cannella; un solo dessert in cui convergono le mode, le tendenze e ovviamente i nostri denti.

La sola fatica che il Biskie ci impone, oltre alla scelta tra le sue varietà, sta nel farsi mangiare. Consigli per l’uso: kleenex a portata di mano, sporgersi nell’addentare l’ambito dolcetto tanto quanto basta ad evitarci il doppio giro in lavanderia, tenere la mano libera -a forma di coppetta- sotto l’altra che azzanna il Biskie, giusto per evitare l’effetto cascata di crema alla vaniglia.

Mi attento a dire che varcata la porta di Cutter & Squidge non si garantiscono buone azioni rispetto alla dieta pre-estate che ci stringe ai fianchi oltre al jeans.

Ma è difficile resistere all’arte che si mangia, e quando mi ricapita. Io cedo. E voi?

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