Mercato Metropolitano di Londra: ecco perché vale la pena visitarlo

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Il Mercato Metropolitano di Londra ha aperto da poco e già sta facendo parlare molto di se. Ora, se qualcuno mi dice che a Londra ha aperto un mercato tutto dedicato esclusivamente ai migliori prodotti della gastronomia italiana, posso mica io lasciarmelo sfuggire? Ovvio che no, e infatti complice una domenica pomeriggio mi sono fiondato in compagnia della mia ragazza a Elephant & Castle per toccare con mano questa meraviglia e raccontarla a quelli tra di voi che ancora non ci sono stati.

Ma cosa mi aspettavo di trovare? Be’, qualcosa sullo stile Borough Market lì vicino, solo tutto italiano. Be’, siamo a quei livelli, anche se un po’ più contenuto e meno incasinato, il che è sempre un bene (se siete mai stati al Borough Market di domenica sapete di cosa parlo). C’era molta meno gente di quanto mi aspettassi, il che mi ha permesso di passare da uno stand all’altro senza dover fare troppe file.

La procedura per gli stand è più affollati è sempre la stessa: si ordina e si paga alla cassa prima, si riceve un numero e si aspetta pazientemente. Quando il vostro numero verrà urlato, esattamente come dovrebbe essere in un mercato, potete ritirare il vostro ordine. Nel nostro caso è capitato solo un paio di volte di dover aspettare qualche numero, nella maggior parte degli stand siamo stati serviti subito. Ma, ripeto, non c’era moltissima gente.

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All’ingresso il primo stand su cui mi è caduto l’occhio è stato quello della pizza napoletana di Fresco. La domanda è per chi mi conosce: secondo voi ho perso tempo a gironzolare per il mercato per esaminare l’offerta prima di decidere cosa mangiare? Ovviamente, no, la pizza è stata naturalmente la scelta più ovvia. Il menù era variegato, ma come sempre io ho optato per una classica Margherita, che abbiamo diviso in due. Discreta, non certo tra le migliori pizze napoletane di Londra che io abbia mangiato, ma per £6 ci può stare.

Dopo aver saziato la mia (in realtà insaziabile) voglia di pizza, siamo partiti alla scoperta del mercato. E l’offerta è davvero vasta. C’è l’aperitivo con il cicchetto veneziano, il panino con salsiccia italiana, la cantina enologica, la piadina romagnola, e molto altro. Noi siamo venuti con uno stomaco vuoto e preparato, e abbiamo avuto modo di assaggiare molto, ma di certo non potevamo mangiare tutto. Per cui mi limito a parlarvi di quello che ho potuto sperimentare di persona.

Dopo la pizza, la scelta successiva è caduta su La Latteria, caseificio di North Acton che produce formaggi italiani ma con latte di mucche inglesi. Insomma, ci imitano, ma non se la cavano male: io avevo già avuto modo di conoscerli in passato a una fiera alimentare, ma per ora l’unico modo di ottenere i loro prodotti era ordinarli online. Quello del Mercato Metropolitano è il loro primo stand di vendita. Assolutamente da provare la stracciatella, discreta la burrata (ma ancora lontana dagli standard pugliesi), meno riuscita la mozzarella, che assomiglia in realtà più a un fiordilatte.

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Il passo successivo è stato assaggiare la frittura di mare di Freetto: abbiamo optato per un cono medio di moscardini. Davvero soddisfacenti, anche se l’olio di frittura un po’ pesante. Fino a quel momento ci siamo limitati agli assaggi, ma era arrivato il momento del piatto forte: anzi, di due piatti, quelli di pasta fresca modenese. Per l’esattezza, delle tagliatelle al sugo ai quattro formaggi e dei tortelloni di zucca con burro e salvia. Entrambi molto saporiti, la pasta fresca era buonissima e i tortelloni abbondanti. Forse solo la quantità di sugo nel mio piatto non era ricca, nonostante tutto ne è avanzata a sufficienza per una scarpetta con la tigella che accompagna il piatto. Un tocco di tradizione tutto emiliano… ehm, oppure romagnolo? Oddio, qua rischio il linciaggio per ignoranza provinciale.

Dopo un pranzo completo ci vuole un bel caffé, precisamente un Caffé del Mercato: il caffé è forte il giusto, e lo stand espone anche diversi marchi di macinatura organica, tra cui un’insieme di buste di caffé orgogliosamente tostato da un certo Marco.

Ormai gli stomaci erano pieni, provare altro sarebbe stato come ottenere un lasciapassare diretto per il girone degli ingordi. C’è da dire che, fedeli alla nostra tradizione, noi ci siamo concentrati solo sulla gastronomia nostrana, ma il Mercato Metropolitano di Londra non offre solo cucina italiana. Anzi, anche in questo è simile al Borough Market e rispecchia la multietnicità tipica della città che lo ospita: si possono infatti trovare anche uno stand di cucina vietnamita, un grill argentino, tapas spagnole e anche del buon British Food.

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Prima di andarcene, ci siamo concessi un giro nel supermercato Prezzemolo & Vitale: un deli ipertrofizzato ricco di specialità di produzione locale da tutta Italia, con particolare accento sul sud. Pacchi di pasta, biscotti, liquori, caffé e molto altro. Anche il banco di salumi, formaggi e dolci non scherza. Ci siamo infatti concessi una fetta di torta Savoia, una specialità palermitana che nella sua semplicità è una bomba: un dolce di pan di spagna secco ricoperto e farcito di cioccolato fondente.

Potete divertirvi a fare la spesa con una varietà di prodotti che probabilmente non trovereste neanche nel vostro supermercato di paese. Occhio, però, che i prezzi sono da importazione, per cui non divertitevi troppo che forse una mensilità del vostro stipendio non vi basta.

Per cui, cosa posso concludere dal mio pomeriggio al Mercato Metropolitano londinese? Che è sicuramente un posto che vale la pena visitare, più e più volte. Per mangiare bene, per conoscere anche specialità regionali d’Italia che magari non avevate mai sentito nominare prima. Per sentirsi un po’ a casa, dal momento che sentirete parlare quasi solo italiano (non che a Londra sia una novità). Per essere un po’ nostalgici, visto che gli stand dislocati attorno ai piazzali popolati dai banconi ricordano un poco le sagre di paese. Ma soprattutto per conoscere e frequentare persone, visto che l’atmosfera è decisamente più rilassata del classico mercato londinese, e vi potrà anche capitare una chiacchiera con qualcuno, connazionale o meno.

A proposito: mi dicono che la sera si tiene anche della musica dal vivo e che l’intera baracca si rivolta a festino. Che dite, ci torniamo assieme?

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