LAVORO

Nel Regno Unito arriva il congedo mestruale

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Fu introdotto per la prima volta in Giappone nel 1947, ma adesso il congedo mestruale arriva anche nel Regno Unito.

L’iniziativa è partita da un’azienda di Bristol, la Coexist, che ha deciso di introdurre un congedo mestruale per le dipendenti che soffrono di dismenorrea, ossia di dolori e disturbi legati al ciclo. La direttrice dell’azienda, Bex Baxter, aveva notato che molte lavoratrici spesso non stavano bene durante il loro periodo mestruale, ma nessuna richiedeva la malattia per un evento che si presenta mensilmente. La Bexter ha dichiarato in un’intervista riportata dal The Guardian: “Ho avuto tante dipendenti negli anni e ho visto donne a lavoro che sono piegate dal dolore a causa del ciclo mestruale. Ciò nonostante, non si sentono in diritto di andarsene a casa. Questo non è giusto. Noi, a Coexist, vogliamo una politica che riconosca e permetta alle donne di prendersi il tempo di gestire questi giorni delicati senza che il periodo mestruale sia etichettato come malattia”.

I dolori mestruali, infatti, che nel Regno Unito vengono accusati da circa il 90% delle donne, includono forti crampi addominali, dolore alla schiena, pesantezza e gonfiore alla gambe, mal di testa, brividi, capogiri, sbalzi d’umore, stanchezza, nausea e perfino svenimenti. Spesso le fitte sono talmente intense da rendere difficile lo svolgimento di qualsiasi tipo d’attività. Molte donne, però “si vergognano a chiedere un permesso per questo motivo”.

Dare una maggiore flessibilità, significa anche creare un ambiente di lavoro migliore, e questo, conseguentemente, porta ad aumentare anche la produttività. “È un errore credere che prendersi del tempo libero sia improduttivo per l’attività; in realtà, tutto sta nel sincronizzare il lavoro con i ritmi naturali del corpo: per le donne, uno di questi è il ciclo mestruale”, ha commentato la direttrice.

La Baxter crede così fortemente nel progetto che martedì 15 marzo ha tenuto un seminario alla Hemilton House dal titolo “Introdurre il congedo mestruale: Valorizzare i cicli naturali sul luogo di lavoro”, guidato da Alexandra Pope, ideatrice di un programma di leadership femminile basato anche sui disturbi mestruali.

L’iniziativa della Coexist diventerà un modello per altre aziende in tutto il Regno Unito, Londra inclusa? Se da una parte le donne ne potrebbero beneficiare, molte femministe mettono in discussione la presunta non-abilità al lavoro delle donne durante il ciclo ed etichettano il congedo mestruale come sessista e come un passo indietro nella conquista della parità tra uomini e donne. In Russia, ad esempio, si era proposto un congedo di tale tipo perché si riteneva che le donne non fossero in grado di concentrarsi a sufficienza durante il loro “periodo” e che tendessero ad avere crisi emotive. Attualmente, oltre al Giappone, questo tipo di permesso esiste in Corea, Cina, Filippine, Taiwan e Hong Kong. Dal 2007 anche la Nike ha inserito il congedo mestruale nel suo codice di condotta in tutti i paesi in cui svolge l’attività.

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