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A Londra arrivano gli Amazon Go, i supermercati senza casse e dal pagamento istantaneo

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AEMORGAN

Durante i mesi di lockdown abbiamo tutti benedetto la possibilità di effettuare acquisti online, per quanto in alcuni casi i tempi di spedizione si siano decisamente e comprensibilmente allungati, e non c’è dubbio che per alcune tipologie di prodotti quello della vendita via web sia un futuro obbligato. Tra tutti i retailer online Amazon è di sicuro il più famoso in tutto il mondo, idolatrato da chi ama lo shopping da cameretta e temuto dai rivali, ma come spesso accade anche il virtuale sente la necessità di approdare al mondo fisico.

È per questo motivo che presto Londra sarà una delle città al mondo a ospitare uno dei celeberrimi Amazon Go, i supermercati senza code, casse e lunghi pagamenti in contante. Nella capitale britannica è infatti prevista l’apertura di almeno 10 punti vendita entro la fine dell’anno, ma voci di corridoio parlano di 30 store già pianificati. Le operazioni di scouting sono durate ben due anni, dunque i responsabili della logistica di Amazon conoscono bene il territorio londinese in cui dovranno muoversi.

L’accelerazione è con tutta probabilità dovuta all’impennata di richieste dovuta in seguito alla pandemia da Covid-19 ancora in corso: la disponibilità di vari spazi rimasti vuoti a causa della crisi economica causata indirettamente dal virus, che ha fortemente limitato i consumi, ha così giovato alle mire espansionistiche del colosso di proprietà di Jeff Bezos (considerato la persona più ricca al mondo, al momento).

Nel mirino della multinazionale ci sarebbero sopratutto minimarket e librerie, con locali che si aggirano intorno ai 1200 – 1500 metri quadrati di grandezza: misure che diranno poco al grande pubblico, ma che sono più grandi di quelle della maggior parte dei negozi rivali.

Amazon Go a Londra: come funzionano?

Ma come funziona concretamente uno shop Amazon Go, sulla base delle esperienze e dei resoconti che ci arrivano dagli Stati Uniti, dove il servizio è attivo già dal 2018? All’ingresso ogni cliente, che ovviamente dovrà essere in possesso di un account Amazon, dovrà scansire sul proprio smartphone un codice QR (i quadratini che al giorno d’oggi servono sopratutto a leggere i menu al ristorante o al pub), cosa che renderà possibile accedere nel negozio tramite un’apposita porta automatica.

Microcamere e sensori, tutti equipaggiati di software di deep learning, seguiranno i consumatori mentre si muoveranno tra i corridoi. Ogniqualvolta un oggetto verrà inserito nel carrello – sia fisico che virtuale, a questo punto – questo sarà registrato immediatamente, mentre riponendolo sulla scaffale questo sarà cancellato dall’ordine, che invece sarà pagato all’istante una volta che si uscirà dal negozio. L’account di Amazon infatti scalerà il totale dal conto corrente o carta di credito collegata e verrà inviata all’utente una ricevuta – scontrino.

Indubbiamente un modo molto comodo di fare la spesa, che potrebbe arricchire ulteriormente un’azienda che si è già garantita affari d’oro durante la pandemia. Nel secondo quadrimestre dell’anno gli acquisti via Amazon sono aumentati del 40%, arrivando a quasi 90 miliardi di dollari di fatturato.

E a quanto pare potremmo ritrovare Amazon anche nei centri commerciali, dove il gigantesco retailer sarebbe interessato a rilevare librerie e 4-Star, i negozi che vedono oggettistica varia (dai giocattoli agli utensili da cucina), con un unico discrimine: avere un rating di almeno 4 stelle su Amazon.

Un cerchio che si chiude, dunque, mettendo potenzialmente a rischio centinaia se non migliaia di piccoli business che dovrebbero arrendersi a un Golia che non arresta a fermarsi.

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