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Dal 1 Gennaio 2021 gli inglesi non potranno più viaggiare liberamente in Europa

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EU Network
AEMORGAN

Dal 1 Gennaio del prossimo anno il Regno Unito uscirà definitivamente dall’Unione Europea diventando a tutti gli effetti un Paese terzo.

Ciò avrà delle conseguenze non soltanto economiche, ma anche sul turismo e sui viaggi in generale, almeno per il momento. Con la pandemia in corso, infatti, sono consentiti i viaggi tra gli Stati membri dell’UE ma sono vietati quelli dai Paesi terzi. Questo vuol dire che gli inglesi dal 2021 non potranno più viaggiare liberamente in Europa, almeno fino a quando saranno in vigore le misure di contenimento del contagio da coronavirus.

Attualmente solo una serie limitata di nazioni al di fuori dell’Unione Europea è esentata da questo divieto e può essere raggiunta liberamente. Secondo le indicazioni di Bruxelles, la lista dei Paesi sicuri comprende l’Australia, la Nuova Zelanda, il Giappone, il Ruanda, Singapore, la Thailandia, l’Uruguay, la Cina e la Corea del Sud.

Dodici Stati europei, tra cui l’Italia, applicano l’elenco così com’è, mentre alcune nazioni hanno aggiunto altre destinazioni valutate come sicure. Al contrario, l’Ungheria, la Croazia e la Norvegia hanno deciso di non adottare quella tipologia di elenco.

In ogni caso, dall’anno prossimo i britannici dovranno comunque rassegnarsi e rinunciare a viaggi di divertimento in terre europee. Gli spostamenti saranno consentiti solo per motivi eccezionali come i viaggi diplomatici, quelli di operatori umanitari, sanitari o di personale militare, quelli dovuti a importanti motivi familiari, quelli dei lavoratori di Paesi terzi altamente qualificati e in alcuni casi gli stagionali.

Sono esentati dal divieto di viaggiare anche i cittadini dell’UE residenti in Gran Bretagna, i quali potranno ancora entrare nel Paese, così come i britannici che vivono stabilmente in uno Stato dell’Unione Europea.

In merito alla questione un portavoce del governo inglese ha voluto sottolineare quanto la sicurezza dei cittadini sia la priorità in questo momento: “Non possiamo commentare le decisioni che potrebbero essere prese da altri stati in materia di salute pubblica. Noi adottiamo un approccio scientifico e basato sul rischio alle misure sanitarie al confine, ed è ovviamente nell’interesse di tutti i Paesi consentire viaggi internazionali sicuri quando si è in una pandemia“.

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