Terrorismo: “Lady Terrore” minaccia Londra e Sadiq Khan prende le prime misure per la sicurezza della città

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Si torna purtroppo a parlare di allerta terrorismo a Londra: questa volta le minacce arrivano da una donna britannica, Sally Jones, convertitasi all’islam radicale e combattente tra le fila dell’Isis .

Conosciuta dai media britannici con il nomignolo di Lady Terrore, la 45enne originaria del Kent, era in passato un membro di una band rock femminile, che, dopo la conversione, si è unita al sedicente Stato Islamico in Siria, portandosi dietro anche il figlio di quattro anni. La donna, che ora si fa chiamare Umm Hussain al-Britani, è rimasta vedova dopo che il marito Junaid Hussain, un hacker dell’Isis originario della Gran Bretagna, è stato ucciso in un raid aereo nel 2014.

Impegnata nella propaganda e nel reclutamento di nuovi foreign faighter, secondo quanto riportato dal Corriere della Sera,  Sally Jones avrebbe scritto sul suo profilo Twitter, ora bloccato, mercoledì 25 maggio: “Londra… boom”, accompagnando il commento con l’emoticon sorridente :). Ha poi continuato sarcasticamente: Niente panico, suggerisco solo di prendere i mezzi a Londra”.

Una chiara minaccia, che fa pensare a un ritorno in patria della donna per commettere un attentato. Già in passato aveva spiegato di voler scegliere la strada del martirio imitando le vedove nere cecene e ha confermato questa tesi specificando con un altro tweet: “A essere onesta, vorrei tornare a Londra in giugno o a luglio, e in particolar modo nella Tube”.

Mentre fino a ora questi tipi di martirio per mano dell’Isis erano stati compiuti solo da uomini, i documenti ufficiali dello Stato Islamico hanno recentemente confermato la possibilità che anche le donne possano compierlo. Lady Terrore è comunque particolarmente attiva sul fronte della propaganda a favore dell’Isis e ha anche mandato minacce di morte dirette a singoli individui, tra cui Rukmini Callimachi, una giornalista del New York Times esperta di terrorismo.

Inoltre, sembra che la Jones sia d’accordo con l’ipotesi di Michael Smith, esperto statunitense di terrorismo, secondo cui la donna starebbe addestrando le donne per poter compiere attacchi terroristici in Europa: ne ha infatti retwittato il post. Sarà solo propaganda o il delirio di un’invasata? Ovviamente è quello che speriamo, ma l’attenzione da parte delle forze d’intelligence britanniche rimane sempre alta.

Il neo-sindaco Sadiq Khan, a tal proposito, ha già iniziato a lavorare per rafforzare i controlli e la sicurezza in tutta la capitale, chiedendo a Lord Harris a capo della Metropolitan Police di condurre un’indagine per verificare il livello di sicurezza in tutta Londra di fronte a un imminente attacco terroristico. “È chiaro che i terroristi vogliano attaccare Londra. Hanno attaccato Parigi e Bruxelles. Hanno provato ad attaccare Londra in passato. Dobbiamo essere sicuri di non abbassare mai la guardia”, ha dichiarato Khan, “Ho chiesto a Lord Harris di portare avanti un’indagine indipendente per rassicurarmi sul fatto che la nostra città sia preparata in caso di attentato”.

Il Transport for London, il Port of London Authority, tutti i servizi d’emergenza e le autorità locali saranno sentite da Harris, che dovrà consegnare il resoconto finale entro l’estate. L’obiettivo è quello di capire come la città sarebbe in grado di reagire in caso di più di un attacco simultaneo. Compito non facile per Harris, a detta dello stesso, che ha sottolineato quanto stia cambiando la strategia di attacco utilizzata dai terroristi (ed è quindi difficile prevedere le loro mosse).

Anche se l’allarme terrorismo rimane alto le forze di polizia sono preparate a fronteggiare fino a dieci attacchi in contemporanea e altre misure di sicurezza sono state prese da parte del Governo, che sembra non sottovalutare la minaccia che incombe su Londra.

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