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CORONAVIRUS

Coronavirus UK, possibili nuove restrizioni post-lockdown dal 2 dicembre

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AEMORGAN

La Dott.ssa Susan Hopkins, senior advisor dell’agenzia per la salute pubblica britannica e membro del SAGE, non ha usato mezzi termini: se vogliamo superare questo inverno senza troppi contraccolpi, dovremo “rafforzare” le misure restrittive. Un tana-libera-tutti dopo il 2 dicembre, in altre parole, appare sempre più improbabile.

Lo scorso 5 novembre in UK ha avuto inizio il secondo Lockdown nazionale, in sostituzione del sistema a 3 livelli regionali che vigeva in precedenza. Il governo spera di poter tornare a quello stato di cose, ma gli esperti consigliano di raffreddare gli entusiasmi.

Dopo l’annuncio di altri 21.363 casi giornalieri e di 213 decessi per Covid-19 (e il picco di 33.000 di giovedì scorso), la Dott.ssa Hopkins ha confermato che tutto dipenderà dall’andamento di contagi nei prossimi giorni. Se la curva scenderà grazie alle misure in essere, è ragionevole auspicare “nuove aperture.” Ma con dei correttivi rispetto a prima.

Il “sistema nazionale a più livelli”, ha spiegato, ha avuto “un impatto diverso a seconda dell’area. Il tier 3+” per esempio ha portato a un netto miglioramento della situazione nel Nord Ovest mentre il “tier 2 regge in alcune zone ma non in altre. Dipende da quanto sono ligie le persone nel seguire i consigli.”

Ed ecco perché, nei corridoi del potere, si inizia a parlare di un quarto livello da aggiungere ai tre precedenti, con restrizioni perfino superiori. In ogni caso, un annuncio a riguardo è impensabile in questa fase.

“Al momento, la maggior parte dei test che tornano indietro e la maggior parte dei positivi” ha chiosato il segretario per la salute pubblica Hancock, “hanno contratto la malattia a ridosso del lockdown, per cui non possiamo ancora vedere nei dati l’impatto del secondo lockdown. Ma speriamo assolutamente di poter sostituire il lockdown nazionale con un sistema a livelli simile a quello precedente.”

Simile, insomma, ma non uguale; e probabilmente più sofisticato e restrittivo. In ogni caso, dopo l’inverno le cose dovrebbero finalmente iniziare a migliorare per tutti.

Il Regno Unito infatti è riuscito ad assicurarsi 5 milioni di dosi del nuovo vaccino messo a punto da Moderna; una preparazione che, nei test preliminari, vanta un’efficacia del 95% nel generare una risposta immunitaria adeguata contro il Coronavirus. E a differenza dell’omologo Pfizer, risulta tra l’altro anche molto stabile, e non richiede complicate tecnologia di refrigerazione.

Se si dimostrerà sicuro, durante le prossime fasi della sperimentazione, è lecito ritenere che sarà disponibile in massa a partire dalla prossima primavera. Nel frattempo, per far fronte alle esigenze immediate, l’NHS aprirà una rete di 40 cliniche “Long Covid” in tutto il paese, e due “mega-laboratori” all’inizio dell’anno, per raddoppiare così la capacità di test del paese e portarla a 1.200.000 tamponi.

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