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LAVORO

Brexit, dal 1º gennaio 2021 frontiere chiuse senza lingua inglese

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EU Network
AEMORGAN

A partire dal 1º gennaio 2021, giorno di perfezionamento della Brexit, chi cerca lavoro in UK dovrà sostenere degli esami e provare di parlare correttamente inglese. Altrimenti, niente visto né ingresso nel paese; sono tuttavia previste delle esenzioni speciali per specifiche categorie di cui il paese ha bisogno.

Nonostante l’assenza di un qualcosa che somigli anche vagamente ad un accordo politico ed economico, la data fatidica si avvicina. Il prossimo 31 dicembre infatti si concretizzerà la separazione tra UK e Unione Europea. E sebbene le gatte da pelare siano ancora moltissime, qualcosa si è capito fin troppo bene, riguardo la libera circolazione dei cittadini UE: chi vorrà trasferirsi in UK per studio o lavoro dovrà disporre di determinati requisiti linguistici.

Come noto, infatti, dal 1 gennaio 2021 partirà il sistema di immigrazione a punti del Regno Unito che determinerà chi può entrare nel paese, e chi no. Per ottenere un visto occorrerà totalizzare almeno 70 punti in base ad una complicata serie di tabelle che potete visionare sul sito ufficiale del governo britannico.

In pratica, si tratta di una serie di requisiti che toccano vari aspetti della propria vita personale, dalle competenze linguistiche al salario, dalla formazione scolastica e professionale alla presenza di uno sponsor. E raggiungere il punteggio non è affatto scontato, soprattutto per chi è alle prime esperienze o non possiede qualifiche specifiche.

“Rimpiazzeremo la libertà di movimento con il sistema a punti del Regno Unito” si legge sul sito ufficiale. “Per assicurarci i lavoratori e gli studenti più preparati o di alto profilo, e prevederemo speciali vie di ingresso specialistiche per leader globali e innovatori. Non introdurremmo iter per lavori temporanei né per mansioni non qualificate.”

Il che, in soldoni, si traduce in una politica immigratoria ostile non solo agli europei ma anche ai lavoratori extracomunitari che spesso occupano le posizioni più faticose e malpagate. E che raccolgono il cibo che gli inglesi mettono sulla tavola, per dirne una.

Tra l’altro mentre alcuni dei criteri sono “negoziabili”, altri come ad esempio quelli linguistici, sono invece obbligatori. Eccoli nel dettaglio:

  • Livello di inglese mini B1 (intermediate)
  • Svolgere un lavoro qualificato
  • Aver ricevuto un’offerta di lavoro da uno sponsor inglese

Sono previste semplificazioni se, ad esempio, provenite da un paese a maggioranza anglofona, o avete studiato presso un’università in lingua inglese.

In tutti i casi -studenti o lavoratori- è comunque richiesto di sostenere un esame di comprensione della lingua, sia scritta che orale, e di conversazione. Per il ricongiungimento familiare, invece, basta solo sostenere l’orale. Tutto dipende dal tipo di visto che vi serve; in base ad esso, tuttavia, possono variare anche i criteri minimi di selezione: per esempio il livello B2 è accettabile per gli studenti ma per i lavoratori qualificati è richiesto un B1.

Esenzioni e Alternative ai Test

Gli unici esonerati sono medici ed infermieri (perché servono come il pane), gli adulti di età superiore a 65 anni (dunque probabilmente pensionati) e le persone con determinate disabilità (che però dovranno compilare un modulo sanitario speciale).

I laureati in lingua possono usare il proprio diploma come un attestato di competenza linguistica; ma in questo caso dovranno seguire un iter diverso, e far domanda allo UK NARIC.

Accreditarsi per i Test

Per poter presentare la domanda di visto è necessario dunque allegare anche la documentazione relativa ai test sostenuti in consorzi o enti riconosciuti, come il LanguageCert, il Pearson o Life Skills. Il costo varia dai 176€ ai 265€. Trovate la lista completa degli enti accreditati su questa pagina del sito governativo.

In assenza della documentazione richiesta, il visto potrebbe essere respinto.

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