Brexit: Theresa May garantisce stessi diritti ai cittadini UE in UK anche dopo Brexit

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I negoziati tra Regno Unito e Unione Europea sulla Brexit sono in pieno svolgimento e l’incontro di ieri a Bruxelles è stato particolarmente importante per quanto concerne la permanenza dei cittadini europei su territorio britannico una volta che l’uscita del Paese dall’Unione sarà definitiva.

Il primo ministro britannico Theresa May ha dichiarato ai leader degli altri 27 Paesi Membri che una volta che il Regno Unito sarà uscito dall’UE, a tutti i cittadini UE arrivati in UK prima della Brexit saranno garantiti diritti uguali ai cittadini britannici per quanto riguarda lavoro, sanità e sussidi. Parlando alla fine del summit con i leader europei a Bruxelles, prima dei dibattiti formali che si terranno lunedì, la premier ha anche espresso la volontà di accordarsi con le autorità europee su un “limite massimo” entro quale garantire questi diritti ai cittadini europei, compreso tra il 29 marzo 2017, data in cui Londra ha richiesto formalmente l’attivazione dell’articolo 50 TUE e il 30 marzo 2019, quando la Brexit diventerà probabilmente realtà.

I cittadini europei che vivono a Londra possono quindi tirare un sospiro di sollievo in quanto non verranno né cacciati né subiranno limitazioni di diritti. In particolare, a coloro che vivono in UK da almeno cinque anni verrà data la residenza con pieni diritti.

I cittadini UE che vivono nel Regno Unito da meno di 5 anni e coloro che vi arriveranno legalmente nel successivo “periodo di grazia” (i prossimi due anni con tutta probabilità o fino alla data massima che sarà indicata in fase di negoziazione), invece, avranno l’opportunità di restare nel Paese fino al compimento dei cinque anni per poi chiedere il permesso di soggiorno definitivo. La residenza permanente darà a vita gli stessi diritti lavorativi, pensionistici, di accesso alla sanità e ad altri servizi pubblici dei cittadini britannici.

L’offerta di Theresa May è pensata per ottenere in cambio dall’UE la garanzia degli stessi diritti per quell’1.2 milioni di cittadini britannici che vivono negli altri 27 Paesi UE. “La posizione del Regno Unito rappresenta un’offerta seria e giusta, e mira a dare più certezza possibile ai cittadini che si sono stabiliti in UK, costruendo carriere e vite contribuendo così tanto alla nostra società”, ha spiegato Theresa May.

Tuttavia, se i leader europei hanno definito “un buon inizio” l’approccio della PM britannica, più problematiche ci saranno per quanto riguarda la giurisdizione della Corte Europea di Giustizia. Il Regno Unito infatti non vuole concedere alla Corte UE di continuare ad avere competenza nel garantire il rispetto dei diritti spettanti ai cittadini UE su suolo britannico, anche dopo Brexit. “L’impegno che prendiamo sarà garantito dalla legge britannica e sarà fatto rispettare dalle nostre corti”, ha detto la May.

“Theresa May ha chiarificato che i cittadini UE che rimangono in Gran Bretagna per cinque anni avranno pieni diritti”, ha detto la Cancelliera Angela Merkel, “è un buon inizio. Tuttavia, ci sono molte altre questioni relative all’uscita, incluse le tematiche finanziarie e le relazioni con l’Irlanda. Avremo molto da fare fino al summit di ottobre”.

E per chi arriva dopo il limite massimo che sarà stabilito in fase di negoziazione? A questi cittadini UE si applicheranno le regole in tema d’immigrazione che saranno stabilite per rimpiazzare la libertà di circolazione dopo la Brexit.

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