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Misure ancore più rigide per chi viaggia da e verso Londra, fino a 10 anni di carcere per i trasgressori

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AEMORGAN

Per arginare la diffusione di nuove varianti di Coronavirus su cui i vaccini attualmente approvati potrebbero non funzionare, il Segretario alla salute Matt Hancock ha approvato nuove regole ancora più restrittive.

Le misure, che sono entrate in vigore lunedì 15 febbraio, riguardano tutti i viaggiatori che rientrano nel Regno Unito. Per chi rientra resta l’obbligo di presentare all’arrivo un test COVID negativo effettuato entro 72 ore dalla partenza. Successivamente bisognerà osservare una quarantena di 10 giorni durante i quali verranno effettuati due test molecolari: il primo nel secondo giorno dell’isolamento, il secondo nell’ottavo giorno. I test che risulteranno positivi saranno analizzati per individuare eventuali varianti del virus. In questo caso, ovviamente, la quarantena dovrà ripartire da zero e si prolungherà fino ad esito negativo dei tamponi.

Una procedura particolare è riservata a chi rientra da uno dei 33 Paesi inclusi nella cosiddetta “lista rossa” di cui fanno parte il Brasile, il Portogallo e moltissimi Paesi soprattutto del Sud America e dell’Africa. Tali viaggiatori dovranno trascorrere la quarantena in alberghi selezionati dal governo: al momento sono disponibili 16 strutture con 4.600 stanze ma si sta già procedendo per ampliare la lista.

Bisognerà prenotare in anticipo il proprio posto in hotel attraverso una piattaforma online attiva da qualche giorno. Tutte le spese sono a carico del viaggiatore: si tratta di una somma di 1.750 sterline a persona in quanto sono conteggiati i costi del trasporto, dei test, di vitto e alloggio.

Tali regole sono molto rigide e, per chi non le rispetta, sono previste ripercussioni non solo economiche, ma anche penali. Innanzitutto i viaggiatori agli arrivi internazionali che non effettueranno il primo test possono essere sanzionati con una multa di mille sterline, chi invece non si sottoporrà al secondo test dovrà pagare duemila sterline. 

Chi, invece, rientra da uno dei Paesi in “lista rossa” e non farà la quarantena negli alberghi selezionati, potrà essere sanzionato con una multa da cinquemila a diecimila sterline. Non mancheranno, poi, sanzioni per le compagnie aeree nel caso in cui non controllino che tutti i passeggeri abbiano rispettato puntigliosamente le norme governative.

Per finire, chi dovesse interrompere la quarantena obbligatoria in hotel o addirittura mentire all’arrivo in Gran Bretagna circa la propria provenienza (in particolar modo se si tratta di uno dei Paesi ad alto rischio) rischia fino a 10 anni di carcere. Si tratta, quindi, di misure molto forti ma inevitabili per cercare di arginare il virus così come specificato da Hancock: “Protezioni robuste ai confini permettono di permettere e difendere in modo sicuro l’apertura interna“.

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