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Vuoi aprire un’attività a Londra? La guida su come fare

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Il Regno Unito, e Londra in particolare, rappresentano nell’immaginario collettivo, soprattutto di noi italiani, un terreno fertile per gli affari, il luogo ideale in cui realizzare l’idea imprenditoriale di una vita. Se sei fra quelli che non ha paura di rischiare, e che non ne può più di avere un capo, e pertanto hai intenzione di metterti in proprio, iniziando una tua attività qui in a Londra, questo articolo ti darà qualche idea in più su come realizzare il tuo sogno imprenditoriale.

Se inizi una qualsiasi attività economica nel Regno Unito, verrai classificato come ditta individuale. Questo significa che sarai considerato un lavoratore autonomo anche qualora tu non lo abbia comunicato a HM Revenue and Customs (HMRC). Come fare per capire se sei un lavoratore autonomo? 

Niente paura, attraverso lo stesso portale di HM Revenue and Customs è possibile consultare tutta una serie di criteri che ti aiuteranno a comprendere se l’attività che hai messo in piedi è sufficiente a qualificarti come tale.

Ecco, pertanto, che sarai un lavoratore autonomo se:

  • Gestisci la tua attività per tuo conto e ti assumi la responsabilità del suo successo e del suo fallimento dal punto di vista economico.
  • Hai un consistente numero di clienti.
  • Puoi decidere come, dove e quando lavorare.
  • Puoi assumere altre persone a tue proprie spese, per aiutarti nello svolgimento della attività o per lavorare per te.
  • Provvedi a procurarti tutta l’attrezzatura necessaria a svolgere l’attività.
  • Ti prendi la responsabilità di completare ogni lavoro insoddisfacente durante il tuo tempo libero.
  • Addebiti un prezzo fisso concordato per il tuo lavoro.
  • Vendi beni o servizi per ottenerne un profitto, anche se attraverso app o siti web.

Ovviamente, l’essere classificato come lavoratore autonomo non esclude che si possa, nello stesso tempo, essere anche un lavoratore dipendente se, per esempio, si lavora per qualcuno durante il giorno, e si gestisce un proprio business durante la restante parte del giorno.

Tuttavia, qualora anche attraverso la consultazione dei criteri precedenti non riuscissi a capire se la tua attività ti qualifica o meno come lavoratore autonomo, non disperarti, in quanto potrai a tal proposito seguire la procedura online o contattare HMRC telefonicamente.

Potresti, invece, essere classificato come trader, qualora la tua attività consistesse nella vendita di beni o servizi. 

Ma quando la tua attività si può considerare trading? Anche in questo caso ci viene in soccorso il sito di HMRC. È, infatti, probabile che tu sia un trader se:

  • Vendi regolarmente per ottenere un profitto.
  • Produci cose da vendere per ottenere un profitto.
  • Vendi attraverso internet, o anche attraverso la vendita porta a porta.
  • Trai un profitto dalle commissioni per la vendita di un prodotto altrui.
  • Vieni pagato per i servizi che fornisci.

Se, invece, ti limiti solamente a vendere qualche oggetto indesiderato di tanto in tanto, senza lo scopo principale di realizzare un profitto, non verrai classificato come un trader. In questo caso non è possibile utilizzare le perdite per la riduzione del carico fiscale

Tuttavia, qualora non fossi del tutto sicuro, la soluzione ideale per fugare ogni dubbio è HMRC.

Qualora, dopo l’analisi dei precedenti criteri non vi è più dubbio che tu sia un lavoratore autonomo, allora molto probabilmente avrai bisogno di costituire un’ impresa individuale. Per farlo ti basterà seguire la procedura predisposta da HMRC

Insomma, se l’inventiva, il coraggio e la buona volontà non ti mancano, non lasciarti spaventare dalla Brexit, perché questo è un Paese che continua a premiare idee e caparbietà.

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