INTERVISTE

“Vivere a Londra”: la storia di Mario Morra che qui ha trovato la sua strada

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TELC

Sono tanti gli italiani che cercano fortuna a Londra, o che scelgono la capitale britannica come seconda casa, spinti da vari elementi che possono essere di tipo economico, culturale o di altro genere ancora.

La storia che vogliamo raccontarvi oggi è quella di Mario Morra, che pur vivendo a Napoli si reca molto spesso a Londra per gestire un redditizio e soddisfacente business di Case vacanza. L’amore per la grande metropoli del Regno Unito è scattato quando Mario vi si è trasferito dopo aver conseguito la laurea in Ingegneria: un anno intero che gli ha fatto scoprire le gioie di Londra.

Tuttavia l’idea di un’avventura imprenditoriale inglese è nata dopo un weekend in famiglia a York: “Sul treno che mi portava verso Londra sono stato letteralmente invaso dall’idea che dovevo far parte in qualche modo della città che più amo al mondo. Adoro il suo stile e l’architettura che fonde elementi vittoriani a quelli ultramoderni dei grattacieli della city”, racconta Mario, che oggi si divide tra Napoli e Londra.

In Italia infatti ha avviato quella che è la sua attività principale, la gestione di un’azienda nell’ambito dei rivestimenti superficiali dei metalli, mentre a Londra la sua “Dimorra London” è riuscita a regalargli molte soddisfazioni, arrivando ad essere frequentata da turisti da tutto il mondo. Dell’arredamento si è occupata la moglie Claudia, che ha personalizzato una casa vittoriana con elementi di arredo moderno, il tutto seguendo sempre uno stile tipicamente italiano.

Certo, oggi Mario sorride e racconta la sua avventura con orgoglio, ma i primi tempi sono stati tutt’altro che facili. La trattativa per l’acquisto della casa vacanza si è rivelata complicata, così come la procedura per l’apertura di un conto corrente. In generale la città si è rivelata molto cara, uno dei lati negativi trovati da Mario. Il quale rivela: “Londra ti spinge a spendere tanto. Se non vivi a mille all’ora resti travolto dai suoi ritmi e i suoi costi.”

Però quello che offre la città è qualcosa di unico, e Mario non fa davvero fatica a riconoscerlo: “Londra è la metropoli del mondo. È talmente multietnica che non ti senti mai in un paese del tutto straniero. Ogni volta che ci vado adoro andare a vedere musical con Claudia e la mia piccola Gabriella.”

Forse la differenza più significativa con l’Italia riscontrata da Mario riguarda l’atteggiamento nei confronti del mondo del lavoro. Nonostante non sia semplice – “ci vuole capitale e impegno” – l’imprenditore ammette che ogni idea ben progettata viene premiata, anche grazie a un concetto di meritocrazia realmente applicato: “Bisogna avere le idee chiare sul proprio business. Londra offre molto ma non regala nulla”.

Ma nulla funzionerebbe se non vi fossero elementi tipicamente british come l’ordine e la disciplina, ravvisabili persino al momento della dichiarazione dei redditi: “Adoro pagare le tasse inglesi perché le trovo particolarmente eque. Un esempio è dato dalla deducibilità dei costi. In Italia gestisco anche una società che si occupa di Case vacanze ed è tutto molto più complesso e poco corrette”.

Per quanto Londra sia una città che cambia in continuazione, lo fa in maniera organica, e la sua anima rimane costante nel tempo: “Forse solo i mercati della città hanno perso un po’ del loro stile British negli anni”, riflette Mario, il quale ci confida anche di essere riuscito a farsi diversi buoni amici nella capitale.

Alla fine però il ricordo più bello, e che ci riporta all’Italia, è forse quello legato ai festeggiamenti dopo l’acquisto di Dimorra London: “Ero al ristorante da Maria a Notthing Hill. Non lo scorderò mai. Napoli- Sassuolo 3-0!”

Se avete una storia da raccontare, che sia di ispirazione ad altri italiani che sono già a Londra o che sognano di partire per la capitale inglese, contattate la nostra redazione, scrivendoci a press@londradavivere.com

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