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Coronavirus, Boris Johnson: Preparatevi a “perdere i vostri cari”

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EU Network
AEMORGAN

Il Regno Unito ha scelto come fronteggiare l’avanzata del Coronavirus; anzi, come non fronteggiarla. In un discorso alla nazione, con calcolata sobrietà, Boris Johnson ha ammonito tutti, riuscendo a dire che “molte altre famiglie perderanno i loro cari anzitempo.” Come dire, preparatevi ai lutti perché il governo ha intenzione di fare il minimo sindacale.

Il discorso del premier inglese si può riassumere grossomodo così. Il mondo sta scontrandosi con “la peggiore crisi sanitaria della nostra generazione.” I suoi consiglieri gli hanno riferito che il paese sta rapidamente passando dalla fase del “contenimento” a quella del “ritardo.” La priorità, a questo punto, è quella di diluire gli inevitabili contagi nel più lungo periodo possibile così da evitare sovraccarichi del NHS.

Il numero di casi reali, ha affermato, è probabilmente “più alto, forse perfino molto più alto” di quel che dicono le statistiche. Chiunque sperimenti una “tosse nuova e continua” o sintomi febbrili dovrebbe restare a casa per 7 giorni.

A questo punto, ci si sarebbe aspettato l’annuncio di misure draconiane o almeno paragonabili a quelle nostrane, e invece niente di tutto ciò: il paese che ha adottato meno restrizioni fra quelli più grandi, ha intenzione di perseverare: almeno per il momento, niente cancellazione degli eventi pubblici né delle partite a porte aperte o dei concerti. Il rischio, affermano dal governo, è che “si faccia più male che bene.” Sott’inteso: all’economia; se poi qualcuno ci lascia le penne, amen.

A margine dell’intervento, hanno preso la parola gli esperti, sottolineando quattro aspetti fondamentali. E l’ultimo è un filo scioccante:

  1. Il picco dell’epidemia è ancora a molte settimane di distanza; per ora ci si limiterà a cercare di spalmare i contagi su un periodo più lungo possibile, così da dare fiato al sistema sanitario.
  2. Le scuole non verranno chiuse, tuttavia sono scoraggiate le gite scolastiche.
  3. Bloccare gli eventi pubblici “troppo presto” rischierebbe di “estinguere in anticipo l’entusiasmo della gente” col risultato che poi le persone starebbero meno all’erta durante il periodo di picco, quando invece sarà richiesta massima attenzione.
  4. Il Regno Unito rinuncia ufficialmente a identificare ogni caso. Le persone con sintomi lievi “non hanno bisogno del tampone”. E sette giorni dopo i primi sintomi, la contagiosità dovrebbe calare spontaneamente.

La Premier League, inizialmente refrattaria come il governo a prendere provvedimenti, è dovuta ritornare frettolosamente sui suoi passi dopo che l’allenatore dell’Arsenal, Mikel Arteta, era stato trovato positivo al Coronavirus, assieme ad un giocatore del Chelsea. E ora è stata sospesa per tre settimane assieme a tutti gli altri campionati di calcio professionistici.

Intanto, i contagi in Regno Unito salgono a 593, con 8 decessi e 19 persone guarite; e la petizione per chiedere al governo di chiudere le scuole si appresta a sfiorare il mezzo milione di firme.

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