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Strisce pedonali 3D, parte la sperimentazione a Londra

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EU Network

Londra si accoda alle città del mondo che hanno iniziato a testare i dissuasori tridimensionali. Si tratta di speciali strisce pedonali disegnate in modo tale da creare l’illusione di un ostacolo. Si parte dal Nord della Città.

Chi conosce il Trompe-l’œil sa già di cosa parliamo; questo genere pittorico infatti induce l’osservatore a credere di guardare oggetti reali laddove invece ci sono solo pitture estremamente realistiche apposte su pareti bidmensionali. Tipicamente, si utilizza questa tecnica per creare finestre illusorie, cieli immaginari sui soffitti o per restituire l’impressione di attraversare ambienti più grandi.

Ma applicata all’urbanistica può fare molto più che migliorare l’estetica della città: può aumentarne la sicurezza. L’idea infatti è che strisce pedonali tridimensionali che sembrano sospese nel vuoto a mezza altezza dovrebbero indurre i guidatori a rallentare spontaneamente quando vi si avvicinano.

L’esperimento avrà una durata di 12 mesi e partirà da St John’s Wood Street, proprio nei pressi della celeberrima Abbey Road, resa immortale dai Beatles con la copertina dell’album del 1969. La strada è stata scelta in seguito alle lamentele dei residenti della zona, preoccupati dall’aumento del traffico nei pressi della locale Barrow Hill Junior School.

E così, il Consiglio Cittadino di Westminster ha approvato la misura, prendendo a esempio gli ottimi risultati ottenuti in India, Islanda, Malesia, Nuova Zelanda e Stati Uniti; a Nuova Delhi, per esempio, grazie a questa innovazione la velocità media delle auto in centro città è calata da 50 a 30km orari.

Ovviamente, l’inganno ottico si attiva solo quando si guarda le strisce da un determinato angolo; per questa ragione, è stato prescelto un design chiamato “dual directional” che fa funzionare l’illusione sia in un senso di marcia che in quello opposto.

La speranza è che ciò basti a far rallentare le auto senza causare tuttavia frenate brusche; cosa che sposterebbe le criticità altrove, causando danni e scompiglio di altra natura. Ecco perché Londra si dà 12 mesi per valutare l’impatto sul traffico e sulla sicurezza stradale, e infine decidere se espandere ulteriormente la cosa al resto del Regno Unito.

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