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Il Tamigi non è morto: in un anno sono nati 138 cuccioli di foca!

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Finalmente è possibile confutare l’affermazione risalente agli anni Cinquanta secondo la quale il Tamigi era ‘biologicamente morto’. Il fiume londinese è, invece, vivo più che mai e lo dimostra uno studio effettuato dai ricercatori della Zoological Society di Londra (ZSL).

Secondo il sondaggio degli studiosi, lo scorso anno sono nate sulle rive del fiume circa 138 foche portuali. Si tratta di un numero impressionante che ovviamente testimonia un abbassamento dei livelli di inquinamento del Tamigi e, di conseguenza, la costituzione di un ambiente salubre per la flora e la fauna marina.

Il conteggio è avvenuto utilizzando fotografie scattate da aeroplani leggeri, il mezzo più adatto per questa tipologia di ricerche. Le stime sulla popolazione di foche vengono effettuate dai ricercatori ogni anno dal 2013 ed i risultati più recenti del 2017 già mostravano oltre mille foche del porto e oltre duemila foche grigie in tutto l’estuario.

L’anno scorso la ricerca è stata focalizzata sugli animali appena nati analizzando centinaia di foto scattate durante la cosiddetta “stagione dei cuccioli“. I 138 cuccioli immortalati appartengono alla specie della foca comune e nel Tamigi hanno trovato il loro habitat naturale perfetto, anche grazie ad una fauna marina ricchissima composta da ben 120 specie di pesci.

La biologa della ZSL Thea Cox non poteva che dichiararsi entusiasta del risultato: “Non sarebbero state in grado di allevarli qui senza una fonte di cibo affidabile, quindi questo dimostra che l’ecosistema del Tamigi è fiorente e mostra fino a che punto siamo arrivati ​​da quando il fiume è stato dichiarato biologicamente morto negli anni Cinquanta”.

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