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La House of Commons dà il primo sì alla Brexit, ma “la battaglia vera inizia ora”

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Il Parlamento britannico ha dato il suo primo sì alla Brexit, votando ieri a favore del testo di legge presentato dal governo di Theresa May per avviare le procedure previste dall’articolo 50 del Trattato sull’Unione Europea.

La Camera dei Comuni ha approvato a larga maggioranza la Brexit, con 498 sì e 114 voti contrari. Mentre il Partito Conservatore ha fatto blocco unito in questa circostanza (solo un parlamentare ha votato contro il testo di legge), nel Partito Laburista ci sono stati diversi malumori. Ben 47 MPs, inclusi due ministri del governo ombra (Dawn Butler e Rachael Maskell), hanno deciso di andare contro la linea del partito di approvare il testo e hanno votato a sfavore.

In realtà, non c’erano molti dubbi su questa prima approvazione del progetto di Brexit: era infatti difficilmente ipotizzabile che il Parlamento contraddicesse la volontà popolare espressa con il referendum del 23 giugno 2016.

Tuttavia, ora toccherà alla Camera dei Lords approvare il testo di legge, che voterà il 20 febbraio: è prevista una maggiore resistenza, in questo caso (i Conservatori non hanno la maggioranza nella Camera), ma comunque non in grado di bloccare il provvedimento in quanto l’approvazione finale spetta comunque alla Camera dei Comuni.

Theresa May è stata costretta a passare dal voto parlamentare a causa della sentenza della Corte Suprema che aveva respinto il ricorso del governo presentato dopo la sentenza dell’Alta Corte secondo cui il referendum era solo consultivo e quindi il voto del Parlamento sarebbe stato necessario e vincolante per poter procedere con l’attivazione dell’articolo 50.

Cosa succederà ora? In realtà il ruolo del Parlamento non si è certo esaurito: la prossima settimana, i parlamentari analizzeranno il testo di legge nei dettagli per presentare emendamenti da votare. In particolare, sono attesi emendamenti da parte del partito Laburista per far sì che le Camere abbiamo il voto decisivo in ogni accordo d’uscita dall’UE che sarà proposto.

In particolare modo, i punti su cui i parlamentari insistono sono la salvaguardia dei diritti dei lavoratori UE che vivono già nel Regno Unito e la protezione dei diritti dei lavoratori e l’accesso al mercato unico. Il segretario alla Brexit del governo ombra, Sir Keir Starner, ha detto che “la vera battaglia” sulla Brexit inizierà non appena il progetto di legge entrerà nella prossima fase.

Quello che è successo stasera è che abbiamo permesso al testo di legge di essere analizzato a livello di commissione, quindi ora discuteremo gli emendamenti da presentare”, ha detto Starner alla BBC News. “E questa è una battaglia reale. Abbiamo il mandato di lasciare l’UE, ma i termini entro i quali lasciarla e le nuove relazioni da costruire con l’UE, è la battaglia che stiamo per combattere”.

Per questo motivo il Partito Laburista ha redatto alcuni emendamenti per evitare che il governo abbia carta bianca all’inizio, ma anche in ogni fase del procedimento che durerà due anni. Inoltre, noi dovremo avere voce finale in capitolo, per analizzare l’accordo di uscita e approvarlo o meno”.

“In definitiva, quindi, la vera battaglia non è se uscire, ma concerne il definire quale sarà la futura relazione con l’UE, e questa battaglia inizierà settimana prossima in commissione”.

Anche i Lib Dem e lo Scottish National Party cercheranno di approvare più emendamenti possibili per evitare l’ipotesi di Hard Brexit.

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