Il Parlamento britannico dà il via libera alla Brexit

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Adesso è veramente ufficiale: la Brexit diventerà realtà. Il Parlamento britannico ha approvato il Brexit Bill presentato dall’esecutivo senza emendamenti dando così a Theresa May il potere di attivare l’art. 50 TUE con il quale si potranno avviare le negoziazioni tra Londra e Bruxelles che porteranno, nei prossimi due anni, all’accordo che disciplina l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea.

Sia la Camera dei Comuni sia la Camera dei Lord hanno approvato ieri sera la legge che autorizza l’avvio dell’iter verso la Brexit. In prima lettura, mentre i Comuni avevano immediatamente approvato la proposta di legge, i Lord avevano approvato due emendamenti: il primo con il quale si garantiva ai cittadini UE di conservare i loro diritti anche dopo Brexit, mentre l’altro che riconosceva un diritto di “voto vincolante” al Parlamento sull’accordo finale concluso tra il governo e l’UE.

In seconda lettura, tuttavia, la House of Commons ha abrogato gli emendamenti, approvando il testo originale voluto dall’esecutivo; questa volta, anche i Lord hanno preso atto della volontà della camera rappresentativa e hanno approvato a sua volta la legge (274 voti contro 135). A questo punto, affinché il Brexit Bill diventi legge a tutti gli effetti, manca solo il Royal Assent da parte della Regina Elisabetta.

Secondo la stampa britannica, Theresa May invocherà l’articolo 50 del Trattato di Lisbona per avviare i negoziati con l’UE la prossima settimana.

Jeremy Corbyn, leader del Labour, ha detto che la decisione dei Lord di approvare il testo anche senza gli emendamenti proposti in prima lettura è “profondamente deludente”, ma ha chiarito che l’opposizione continuerà a fare pressioni affinché i diritti dei cittadini UE siano una priorità e che sia garantito il massimo controllo parlamentare possibile su tutto il processo che porterà definitivamente alla Brexit. “Adesso è tempo di andare ad affrontare queste negoziazioni con ambizione e supporto al governo, così da assicurarci di ottenere il migliore accordo – uno che vada bene all’intero Regno Unito, ma che sia favorevole anche per l’UE”, ha detto alla BBC Dominic Raab, parlamentare Tory ed ex ministro.

Tuttavia, a scombussolare ulteriormente i piani del primo ministro britannico (ricordiamo che lo step del voto parlamentare sulla Brexit era stato imposto dalla Corte Suprema contro il volere del governo) è intervenuta la leader scozzese, Nicola Sturgeon, che ha annunciato di volere avviare l’iter per un secondo referendum sull’indipendenza dal resto del Regno Unito, dal momento che la Scozia ha intenzione di rimanere nel mercato unico europeo.

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