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Elezioni per il sindaco di Londra 2016: ecco chi sono i 12 candidati e quali sono i loro programmi

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Il 5 maggio tutti i londinesi saranno chiamati alle urne per votare il successore di Boris Johnson per guidare la capitale britannica nei prossimi quattro anni. I candidati sono stati presentati ufficialmente lo scorso 31 marzo: conosciamo insieme i 12 aspiranti sindaci di Londra.

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#1. Zac Goldsmith (Conservative)

Il candidato del partito conservatore ha 41 anni ed è membro del Parlamento britannico per la circoscrizione di Richmond Park dal 2010. Nato e cresciuto a Londra, Goldsmith ha frequentato Eton e l’Università di Cambridge, per poi darsi alla professione di giornalista specializzato in questioni ambientali: ha lavorato in passato al The Ecologist, mentre oggi continua a scrivere per The Mail, Evening Standard, Observer e The Telegraph. Visto il suo impegno ambientalista, nel 2003 è stato insignito del Global Green Award for International Environment Leadership della Green Cross International e nel 2011 ha ricevuto il premio come Miglior politico ambientalista dell’anno. Inoltre nel 2014 è stato eletto il Migliore deputato conservatore nuovo arrivato dell’anno. Goldsmith è anche il deputato più ricco: ha un patrimonio superiore al miliardo di sterline, dato che è figlio del ricchissimo James Goldsmith.

Di seguito ecco cosa prevede il suo programma politico per quanto riguarda:

Casa. Il programma di Goldsmith prevede una massiccia urbanizzazione della capitale, raddoppiando il numero delle case costruite e portando il numero annuo di abitazioni a 50mila entro il 2020. Inoltre ha promesso di lavorare con il Governo per proteggere il budget del Transport of London affinché garantisca sempre maggior collegamenti nelle nuove zone urbanizzate. L’altro punto principale è quello di privilegiare i londinesi, dando la priorità nell’acquistare le nuove case che verranno costruite a Londra a chi vive e lavora nella città da almeno 3 anni e dando loro la possibilità d’accedere a uno speciale mutuo, il Mayor’s Mortgage se si apprestano a comprare un immobile per la prima volta. Goldsmith vorrebbe anche aumentare la quota di case destinate esclusivamente all’affitto e non alla vendita, aiutare i piccoli costruttori e supportare un programma di social housing.

Trasporti. Oltre a un potenziamento delle linee e dei collegamenti, Goldsmith ha espresso la volontà di: ampliare la Night Tube e le linee più trafficate della metropolitana, iniziare la Crossrail 2, prendere in carico i servizi ferroviari suburbani e condurre una revisione della rete di autobus nelle zone più periferiche di Londra. Inoltre, per diminuire l’inquinamento atmosferico londinese, vorrebbe ideare una zona a Bassissima Emissione dove solo pochi mezzi autorizzati possano entrare. Infine, uno dei punti del suo manifesto è mantenere il Freedom Pass, ossia la tessera che dà agli anziani e ai disabili la possibilità di prendere gratuitamente qualsiasi mezzo per spostarsi a Londra e di viaggiare gratuitamente su tutti i bus locali nazionali.

Sicurezza. Goldsmith punta ad aumentare la sicurezza incrementando il numero dei poliziotti e dando maggiore possibilità ai londinesi di controllare il quartiere in cui vivono. In particolare, se il candidato conservatore vincesse, 500 poliziotti in più sarebbero dispiegati in metropolitana, i residenti sarebbero chiamati a esprimere la loro opinione su come la sicurezza nei loro quartieri viene gestita tramite un programma chiamato You Decide, sarebbe creata una app – Virtual Neighborhood Watch – che riporta i livelli di criminalità nella City e la polizia sarebbe dotata per la prima volta di telecamere indossabili per proteggersi da lamentele vessatorie e per aumentare il numero di arresti per violenza sessuale e domestica.

Ambiente. A tutela dell’ambiente, Goldsmith vorrebbe creare maggiori spazi verdi e ripulire quelli esistenti per renderli sempre accessibili e visitabili, incoraggiare con degli incentivi i veicoli più ecologici e l’utilizzo sicuro della bicicletta. Allo stesso tempo, desidera imporre regole più severe per quanto riguarda i mezzi pesanti e proteggere la green belt, ossia la norma che regola lo sviluppo urbano, prevedendo che intorno ai centri abitati sia sempre mantenuta una cintura verde (parchi, boschi, terreni coltivati…).

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#2. Sadiq Khan (Labour)

È il candidato laburista, attualmente in testa ai pronostici. 45 anni, di origini pachistane, Sadiq Khan ha vissuto tutta la sua vita a Londra, in particolare a Tooting, tanto da diventare un Membro del Parlamento britannico per questa area nel 2005. È stato Ministro all’integrazione sociale e Ministro dei trasporti, diventando il primo musulmano e asiatico a far parte del Governo britannico. Prima di diventare ministro, Sadiq Khan era un avvocato per i diritti umani e co-gestiva uno studio con 50 dipendenti. Nel 2015 ha vinto il premio come Miglior Politico dell’anno ai British Muslim Awards.

Casa. Anche Khan, come Goldsmith, crede sia necessario costruire molte più abitazioni a Londra, con un incremento di 50 mila unità abitative all’anno. L’obiettivo è di rendere queste case accessibili in termini di prezzo ai londinesi interessati a comprarle o affittarle. In particolare, almeno il 50% delle nuove costruzioni dovranno essere case destinate agli affitti sociali (è previsto un aiuto alle associazioni per la casa), a chi non riesce a pagare un affitto da privato (queste case saranno affittate a un terzo del salario medio locale) e a chi compra per la prima volta casa (tramite la formula “in parte compro, in parte affitto”).

Trasporti. L’obiettivo principale di Khan è quello di congelare le tariffe dei mezzi per quattro anni e introdurre un Hopper ticket della validità di un’ora, evitando quindi fino al 2020 l’aumento annuale previsto attualmente ogni gennaio dal TfL. Questo è possibile per Khan rendendo l’azienda dei servizi pubblici più efficiente e trovando altre forme di finanziamento. Inoltre, vorrebbe migliorare e incrementare la rete di trasporto su tutto il territorio londinese, soprattutto le periferie, in vista anche del progetto di forte urbanizzazione previsto da Khan.

Sicurezza. Anche nel programma di Khan si dà spazio alla previsione di una nuova polizia di quartiere per sconfiggere le gang criminali locali, di un piano per smantellare la diffusione dell’estremismo e di una revisione delle risorse destinate ai pompieri. Le forze di polizia saranno aumentate anche nei trasporti pubblici e grande importanza sarà data alla lotta contro la violenza sulle donne, adottando una politica di tolleranza zero contro gli abusi domestici e sessuali e coordinandosi con le organizzazioni che danno supporto alle vittime. Anche dotare gli agenti di nuove tecnologie per l’accesso più veloce ai dati e lo sviluppo di una strategia per la sicurezza cibernetica sono tra le priorità del candidato sindaco.

Ambiente. Khan punta a migliorare la qualità puntando su mezzi più ecologici, rendendo pedonale Oxford Street e mantenendo la green belt. Inoltre vorrebbe rendere le piste ciclabili e pedonali più sicure per evitare incidenti e invitare sempre più persone a scegliere metodi di spostamento non inquinanti.

Altre priorità: Il candidato laburista, in caso di vittoria, ha promesso di fare entrare in vigore un piano chiamato Skills for Londoners per dare a tutti i londinesi la possibilità di sviluppare le doti di cui l’economia ha bisogno, di aumentare i salari per portarli al Living Wage previsto per Londra, combattere le differenze di genere e la disparità salariale tra uomini e donne e rendere Londra una città più giusta e tollerante.

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#3. Sian Berry (Green)

Nei Verdi dal 2001, Sian Berry (41) fa parte del consiglio comunale di Camden dal 2014, in cui è l’unica rappresentante del suo partito. Tra le sue battaglie principali ci sono il miglioramento delle condizioni dei lavoratori locali e la riduzione dell’inquinamento atmosferico su Londra. Nel 2008 aveva già partecipato alla corsa per diventare sindaco di Londra. Prima di dedicarsi alla politica, Berry lavorava nel ramo della comunicazione medica e ha anche lavorato per l’organizzazione non-profit Campaign for Better Transport.

Casa. Anche il programma di Sian Berry prevede la costruzione di 200mila nuove abitazioni, di cui la metà saranno realizzate da piccoli costruttori, comunità e associazioni per la casa in modo da rendere i prezzi delle case accessibili. Inoltre, la candidata sosterrà i diritti degli affittuari tramite il London Renters Union e spingerà affinché vengano effettuati maggiori controlli sugli affitti.

Trasporti. La Berry vorrebbe rendere le tariffe più giuste per i pendolari, abbassando i costi per le zone periferiche di Londra, arrivando a una tariffa fissa che valga per tutte le distanze (flat fare) entro il 2025 e permettendo che i cambi tra il bus e il treno possano avvenire senza pagare dei costi extra. Inoltre, il suo progetto prevede di rendere le strade di ogni quartiere più accessibili e sicure a pedoni e persone che si muovono in bicicletta.

Sicurezza. Coinvolgere la comunità nella lotta all’estremismo e dandole più voce nel processo di decision-making è una delle priorità del programma della Berry. Inoltre, se vincesse, lei darebbe spazio maggiore a politiche d’inclusione sociale, volte a combattere la criminalità e a supportare i giovani.

Ambiente. Secondo la Berry, non si dovrebbe permettere nessun’altra estensione delle piste di Heathrow e Gatwick, così come sarebbe necessario chiudere il City Airport. Inoltre, il suo programma prevede la creazione di un’azienda non-profit, la London Energy Company – per competere con le grandi 6 compagnie del settore energetico e per fornire energia al Crossrail – e l’abbattimento delle emissioni per portarle ai livelli consentiti entro il 2020, non facendo più circolare i mezzi più inquinanti, cambiando tutti i bus e taxi con quelli a emissione zero e introducendo una tassa per chi viaggia in moto.

Altro. Il suo programma include anche l’aumento degli stipendi minimi portandoli al National Living Wage, la creazione di una banca – Bank for London – che supporti le piccole imprese e l’economia locale, e un interesse nella tutela delle attrazioni musicali e artistiche della città.

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#4. Caroline Pidgeon (Liberal Democrat)

La candidata dei Lib Dem, Caroline Pidgeon è stata eletta nella London Assembly (il corpo elettivo che controlla l’operato del sindaco di Londra e può emendare il bilancio) nel maggio 2008 ed è oggi leader del gruppo dei Lib Dem, è Deputy Chair del Comitato dei trasporti e di quello Polizia e criminalità all’interno dell’Assemblea di Londra. La Pidgeon è stata in passato consigliera a Southwark (dal 1998 al 2010), ha fatto parte del consiglio direttivo del Lambeth and Southwark Housing Association, è stata membro della Metropolitan Police Authority e della London Fire and Emergency Planning Authority. 43 anni, è arrivata a Londra dopo la laurea.

Casa. Anche la Pidgeon si impegna a costruire, utilizzando un’azienda di costruzioni del City Hall e un’accademia per formare i lavoratori nel settore, 50mila case popolari da affittare e 150mila da mettere in vendita o affittare ai privati, includendo la formula affitta-per-comprare per coloro che si apprestano per la prima volta ad acquistare casa. Inoltre, vorrebbe richiedere l’iscrizione obbligatoria a tutti i landlord, tagliare le spese delle agenzie immobiliari ingiuste e riconoscere maggiori diritti agli affittuari in caso il landlord decida di vendere l’abitazione. Incoraggiare la costruzione di case, imponendo che metà delle nuove case possano essere accessibili alla maggior parte dei londinesi e lavorare con i quartieri affinché avviino nuovi programmi di costruzione, sono gli altri due punti fondamentali del suo programma.

Trasporti. La Pidgeon vorrebbe portare avanti i lavori del Crossrail 2, completare la modernizzazione di tutte le linee della metro, estendere la Overground fino a Barking Riverside, sviluppare piani per creare nuovi collegamenti tram, metro e ferroviari poco serviti al momento (es. estendere la Bakerloo line a sud verso Southwark e poi a Lewisham e Bromley ed estendere il tram da Merton a Sutton) e assicurarsi che l’impatto su Londra del nuovo treno ad alta velocità (HS2) sia il minore possibile. Inoltre vorrebbe introdurre il biglietto del bus della durata di un’ora, ossia si paga una volta il ticket e per 60 minuti si può prendere tutti gli autobus che ci servono.

Sicurezza. Se la Pidgeon vincesse, sarebbero dispiegati più di 3000 poliziotti per le strade, soprattutto nelle stazioni, oltre a essere reintrodotto un controllo di polizia a livello locale per combattere il fenomeno delle gang e aumentare il livello di sicurezza. Inoltre, la candidata lib dem vorrebbe introdurre dei programmi scolastici per formare i ragazzi sui reati commessi con coltelli (il knife crime è sempre più diffuso a Londra) e aumentare il numero di Police Community Support Officer (PCSOs) che lavorano nei quartieri, figura che invece attualmente la Metropolitan Police vorrebbe eliminare.

Ambiente. La Pidgeon, per migliore la qualità dell’aria londinese, s’impegna, in caso diventasse sindaco, a: convertire tutti i taxi e bus in mezzi elettrici; diminuire il traffico al centro di Londra tassando extra i parcheggi che non sono essenziali per accedere al luogo di lavoro (sarebbero ad esempio esclusi dalla misura parcheggi per disabili, nei pressi degli ospedali o destinati alle piccole attività); creare una GLA Parks Agency che lavori a contatto con le organizzazioni che si occupano dei parchi per proteggere e migliorare gli spazi verdi della capitale; proteggere gli spazi gioco delle scuole; lavorare con i quartieri per diminuire la quantità di rifiuti prodotti e aumentare il riciclaggio; fare in modo che entro il 2025 su 200 mila tetti londinesi siano istallati impianti fotovoltaici.

Altre priorità: Aumentare gli apprendistati, aiutare le attività commerciali e la crescita dell’economia digitale; introdurre degli orari flessibili per i genitori che lavorano; migliorare le scuole; fare in modo che Londra rimanga il centro finanziario e commerciale più importante d’Europa e del mondo.

peter-whittle#5. Peter Whittle (UKIP)

Il candidato sindaco è da due anni il portavoce alla cultura del partito nazionalista UKIP e ha partecipato alle elezioni sia del PE sia locali nel 2014. 55 anni, è originario di Peckham e ha alle spalle una carriera come produttore TV e regista di programmi d’attualità per canali inglesi e americani. Attualmente scrive per la stampa nazionale, curando una rubrica mensile su Standpoint magazine e una su Breitbart London. Inoltre, è il fondatore del think tank The New Culture Forum, che dirige da 10 anni.

Tutta la campagna di Whittle si basa su un tema: la crisi abitativa, delle scuole, degli ospedali e dei servizi sociali a Londra è dovuta alla continua crescita della domanda, ossia dal numero crescente di persone che, dal resto d’Europa e non solo, si trasferiscono a Londra. Combattere contro gli alti livelli d’immigrazione e uscire dall’UE sono le uniche soluzioni per iniziare a risolvere i problemi della capitale.

Casa. Sulla casa in particolare, Whittle ha detto: “Londra conosce un tasso di crescita nella popolazione fenomenale, tanto che ogni 10 anni il numero di persone aumenta di 1 milione. Di conseguenza, non importa quanto si costruisce, ma come si interviene sul problema e sul livello d’immigrazione”. In ogni caso, la costruzione di nuove case è necessaria anche per Whittle, sfruttando le aree industriali dismesse e incentivando le persone a costruirvi sopra, ma soprattutto dando poi la priorità ai londinesi e alle persone che vivono da almeno 5 anni nella capitale di avere accesso a queste case. Inoltre, il candidato UKIP vorrebbe dedicare maggiore attenzione alle aree periferiche della città.

Altre priorità: consultare gli abitanti dei quartieri, tramite referendum popolari, per l’approvazione o meno di grandi progetti di sviluppo della città.

Oltre a questi, che sono i candidati dei partiti più importanti, vi illustriamo brevemente anche gli altri aspiranti sindaco di Londra (alcuni sono veramente improbabili):

#6. David Furness (British National Party): il suo obiettivo è quello di “ricostruire e modernizzare” il BNP. In linea con l’ideologia di estrema destra a cui appartiene il suo partito, secondo Furness e il BNP le vere minacce “alla preziosa e unica identità britannica” sono l’immigrazione di massa, l’appartenenza all’UE e la diffusione dell’Islam nel Regno Unito. “Questa è la nostra possibilità di riconquistare un seggio nella London Assembly e fermare il piano del Partito Laburista di far diventare il loro candidato (il musulmano deputato Sadiq Khan) il prossimo sindaco di Londra. Dobbiamo stoppare l’Islamizzazione di Londra!”, si legge sul sito del BNP.

#7. George Galloway (Respect): in precedenza membro del Parlamento nelle fila laburiste, fu espulso dal partito per i suoi commenti sulla Guerra in Iraq, essendo anche vice presidente della Coalizione Stop the War. Recentemente è anche salito sul palco con Nigel Farage per sostenere il suo supporto al Brexit. Nella sua carriera vanta anche una partecipazione al Grande Fratello UK del 2006 come concorrente. Si candida con il partito Respect da lui fondato. Il suo motto? “Pace, giustizia e uguaglianza”.

#8. Sophie Walker (Women’s Equality Party): giornalista di Reuters, si è occupata per 20 anni di politica, economia e finanza come corrispondente da Londra, Parigi, Washington, Afghanistan, Pakistan e Iraq. È anche ambasciatrice di organizzazioni non-profit che si occupano di autismo. Il suo programma come sindaco è quello di creare una società dove donne e uomini siano veramente sullo stesso piano, eliminando le differenze di reddito, abbattendo i costi per i servizi all’infanzia, combattendo gli alti livelli di violenza sessuale e la povertà giovanile.

#9. Principe John Zylinksi: nato a Londra ma di origini polacche, l’aristocratico principe Zylinksi è conosciuto, oltre per il fatto di essere un milionario, per avere minacciato Nigel Farage di sfidarlo a duello (un vero duello con le spade!) nel 2015. Zylinski vorrebbe costruire più di un milione di case per risolvere il problema della crisi abitativa, destinandone il 30% alla vendita con prezzi accessibili a tutti.

#10. Paul Golding (Britain First): Leader del movimento Britain First, Paul Golding descrive il suo progetto come il più patriottico e anti-jihad del Regno Unito, mentre da molti giornalisti BF è etichettato come “un gruppo fascista paramilitare”. Precedentemente nel BNP e membro del partito neo-nazista National Front, Golding è stato arrestato numerose volte per i suoi messaggi d’incitamento all’odio. Vorrebbe anche abolire la parola “razzismo” da tutti i media. Dice di non essere contro l’immigrazione per motivi di colore della pelle, ma semplicemente di spazio. Dal 1933, con furore.

#11. Lee Eli Harris (Cannabis Is Safer Than Alcohol): dal nome del suo movimento, si capisce benissimo qual è il suo programma a candidato sindaco. Niente penalizzazione, ma legalizzazione della cannabis, sia per chi la possiede sia per chi la coltiva e la commercializza.

#12. Ankit Love (One Love Party): “non siamo dei politici, ma dei rivoluzionari” è il motto di Ankit Love, professionista nel settore della musica e nell’industria cinematografica. “Abbiamo fondato questo partito così da dare una nuova opportunità ai giovani. La città ha bisogno di una rivoluzione. Se fossimo hippie, saremmo hippie 2.0, come Steve Jobs perché abbiamo una precisa visione di Londra. Di cosa ci vorremmo occupare? Di combattere l’inquinamento atmosferico perché è un killer invisibile”. La costruzione di un milione di case in quattro anni, la legalizzazione delle droghe leggere e l’inasprimento delle pene per le gang sono altri punti prioritari del suo programma.

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