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Brexit: Theresa May annuncia elezioni generali anticipate per l’8 giugno

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Theresa May, nonostante avesse più volte dichiarato che i cittadini britannici non sarebbero andati al voto fino al 2020, ha cambiato idea e ha annunciato stamattina l’intenzione di indire elezioni anticipate per giovedì 8 giugno 2017.

Il motivo che spinge la premier britannica a questo cambio di posizione è Brexit: i partiti di opposizione in Parlamento, infatti, stanno cercando di bloccare i programmi proposti dal governo per l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. Per questo motivo, approfittando anche del vantaggio cospicuo nei sondaggi del partito conservatore rispetto ai laburisti (secondo l’ultimo sondaggio i Tories avrebbe ben 21 punti percentuali di vantaggio sui Labour), Theresa May vorrebbe consolidare il suo potere e avere una maggioranza alla Camera dei Comuni più larga di quella che ha al momento. “La premier si è resa conto che non avrà mai una possibilità migliore di questa per sbaragliare i suoi avversari alle urne”, ha scritto la BBC.

“La scorsa estate, dopo che il Paese ha votato per lasciare l’Unione Europea, la Gran Bretagna aveva bisogno di certezza, stabilità e di una forte leadership, e da quando sono diventata Primo Ministro, il Governo ha fatto precisamente questo”, ha detto Theresa May questa mattina. Dopo avere affermato che il Paese ha reagito molto bene al risultato referendario e avere ribadito che “la Gran Bretagna sta lasciando l’Unione Europea e non si torna indietro”, ha affermato che il governo ha il diritto di negoziare la nuova partnership con l’Europa nel migliore interesse degli inglesi, ma che le opposizioni si oppongono a questo piano.

“Vogliamo una partnership speciale e profonda con l’Unione Europea e un Regno Unito libero di stabilire il suo posto nel mondo. Questo significa che riprenderemo il controllo del nostro denaro, delle nostre leggi e confini e saremo liberi di concludere accordi commerciali con vecchi amici e nuovi partner nel mondo. Questo è l’approccio giusto e nell’interesse generale. Ma gli altri partiti politici si oppongono. In questo momento di enorme importanza a livello nazionale ci dovrebbe essere unità a Westminster, ma regna invece la divisione”, ha continuato il Primo Ministro.

Le opposizioni in Parlamento provengono dai Laburisti, dai Lib-Dem, dallo Scottish National Party e dalla Camera dei Lords. “Nelle ultime settimane, i Laburisti hanno minacciato di votare contro l’accordo che raggiungeremo con l’Unione Europea. I Liberal Democrats hanno detto che vogliono portare il lavoro del governo a un punto morto. Lo Scottish National Party ha detto che voterà contro la legislazione che formalmente decreterà l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. E i membri non eletti della House of Lords hanno giurato di combatterci a ogni step del processo”.

Secondo il Primo Ministro, l’unico interesse delle opposizioni è quello di indebolire la maggioranza parlamentare (al momento risicata), forzando il governo a cambiare corso e direzione nel modo di gestire la Brexit. “Si sbagliano”, ha aggiunto, “loro sottovalutano la nostra determinazione di portare a termine il nostro lavoro e non permetterò loro di mettere a rischio la sicurezza di milioni di lavoratori nel nostro Paese. Perché quello che stanno facendo è mettere in pericolo il lavoro che dobbiamo fare per prepararci alla Brexit e ciò sta indebolendo la posizione di negoziazione del governo in Europa”.

Da qui la necessità di indire nuove elezioni generali in breve tempo, nonostante la May si dica “riluttante” all’idea. Domani 19 aprile, quindi, la premier si presenterà alla House of Commons con la mozione per indire elezioni generali l’8 giugno, che dovrà essere approvata dalla maggioranza dei due terzi della Camera.

“Quindi, domani, lasciamo che la House of Commons voti per l’elezione, lasciamo che tutti presentino delle proposte per la Brexit e i loro programmi di governo, e rimuoviamo il rischio di incertezza e instabilità per continuare a dare al Paese la leadership forte e stabile che richiede”, ha concluso Theresa May.

Offriremo al Paese un’alternativa efficace a un governo che ha fallito di ricostruire l’economia, che ha contribuito al peggioramento delle condizioni di vita e ha continuato a tagliare i finanziamenti alle scuole e al servizio sanitario nazionale”, recita il primo comunicato rilasciato dal Partito Laburista guidato da Corbyn. Tim Farron, leader dei Lib-Dem, han invitato invece a votare per il suo partito chiunque voglia che il Regno Unito rimanga nel Mercato Unico e una Brexit che sia “aperta, tollerante e unita”.

Dura la critica di Nicola Sturgeon, leader di SNP: “Questo annuncio mostra come Theresa May stia, ancora una volta, cercando di mettere gli interessi del suo partito davanti a quelli del Paese”. “Questo significa che questa sarà, più di ogni altra volta, un’elezione per fare valere la Scozia, alla faccia dell’austerità di destra che ossessiona il governo conservatore e che non ha un mandato in Scozia, ma che adesso pensa di poter fare come vuole”.

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