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Coronavirus a Londra: aggredito un ragazzo asiatico perché “trasmette il virus”

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AEMORGAN

Con 85 casi positivi ufficialmente confermati (in data 4 marzo), l’allarme Coronavirus è arrivato anche nel Regno Unito.

Nel frattempo Il Paese sta già approntando le necessarie misure d’emergenza, che verranno applicate nel momento in cui dovesse essere rilevata un’escalation epidemica e si dovesse far fronte alla necessità di contenere il contagio.

Purtroppo tra le varie conseguenze di questo stato di tensione costante vi è la paura che serpeggia tra i normali cittadini e lo sfogo, mai giustificabile, che sfocia in atti di razzismo e a volte anche nella pura e semplice violenza.

Sono queste, infatti, le cause dell’aggressione di cui è stato vittima Jonathan Mok, uno studente universitario di 23 anni, originario di Singapore. Il ragazzo ha riferito di essere stato avvicinato da un gruppo di persone mentre camminava lungo Oxford Street, lo scorso 24 febbraio.

Quattro persone gli si sono fatte incontrando gridando insulti vari. Il ragazzo avrebbe reagito all’aggressione e per questo motivo è stato malmenato, mentre uno degli uomini gridava “non voglio il tuo coronavirus nel mio Paese“.

L’ufficiale di polizia Emma Kirby che si sta occupando del caso, ha riferito che l’incidente verrà trattato come un’aggressione a sfondo razzista: “Questo attacco ha lasciato la vittima scossa e ferita. Non c’è spazio nelle nostre strade per questo tipo di comportamento violento e stiamo facendo di tutto per trovare i colpevoli“.

In un post su Facebook in cui ripercorreva l’aggressione, lo studente ha confessato di essere sconcertato anche solo dalla possibilità di un simile evento: “Non potevo capire come qualcuno potesse prendere di mira una persona semplicemente per il colore della sua pelle. Non ha senso per me“.

Ma per Mok il Coronavirus è stato solo una scusa per scaricare l’odio verso le persone differenti che nutrono alcuni cittadini: “Credo sia davvero un peccato che simili esperienze possano macchiare l’immagine di una città bellissima che ospita tante persone meravigliose“.

Il ragazzo è stato sottoposto a vari accertamenti e probabilmente dovrà essere sottoposto a un’operazione chirurgica per limitare i danni provocati dalla rottura di un osso facciale.

Coronavirus in UK: molteplici i casi di aggressioni razziste

La condizione dei cittadini asiatici a Londra ultimamente sembra essere molto complicata, a detta del ragazzo: “Quando si vedono persone asiatiche in giro con una mascherina si pensa automaticamente che siano malati. Non ho mai avuto problemi a sfondo razzista, prima, per questo motivo credo sia qualcosa per cui bisogna correre ai ripari“.

Non si tratta però dell’unico caso del genere avvenuto di recente: a Pawat Silawattakun, di 24 anni, è stato rotto il naso a seguito di una rapina avvenuta a Fulham, a opera di teenager che gridavano “Coronavirus” mentre colpivano il giovane; in un bar di Birmingham l’avvocatessa praticante Meera Solanki è stata colpita fino allo svenimento dopo aver tentato di aiutare una sua amica da un gruppo di persone che gridavano insulti razzisti legati al virus.

Tuttavia le autorità hanno dichiarato che, nonostante l’aumento dei casi coperti dalla stampa, non sono stati osservati innalzamenti consistenti nei cosiddetti crimini d’odio, per quanto riguarda le ultime settimane: secondo i vertici della polizia non ci sarebbero dunque legami stretti con l’insorgenza dell’epidemia.

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