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Brexit: il Parlamento vota per rinviare l’uscita dall’UE al 30 giugno

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EU Network

Dopo la bocciatura dell’accordo sulla Brexit proposto da Theresa May e il no all’ipotesi di uscita dall’UE senza un accordo, il Parlamento britannico, nella serata del 14 marzo 2019, ha votato a favore del rinvio della Brexit: con 412 sì e 202 no, si esprime così la volontà del Regno Unito di prolungare le negoziazioni con Bruxelles oltre il 29 marzo, data originaria per la Brexit, dando come termine nuovo massimo il 30 giugno 2019.

Si tratta così di un “rinvio breve” come voluto dalla premier britannica, che ha l’obiettivo di ripresentare per la terza volta alla Camera dei Comuni l’accordo già bocciato due volte, sperando che molti dei deputati cambino idea di fronte allo scenario di un no deal.

Non hanno infatti superato il voto della Camera l’emendamento di Corbyn che avrebbe impedito alla May di presentare ancora una volta lo stesso accordo e l’emendamento per un secondo referendum sulla Brexit in concomitanza con un rinvio di quest’ultima.

Tuttavia, bisogna aspettare a cantare vittoria (anche se di breve durata): la Brexit sarà rinviata solo se il Consiglio UE, che si radunerà il 21 e 22 marzo, voterà all’unanimità per la proposta di prolungamento delle negoziazioni. Come ricorda un portavoce della Commissione Europea, infatti, il rinvio della scadenza fissata dall’art. 50 TUE non è automatico, ma tutti e 27 gli altri Stati Membri devono essere d’accordo.

Fa comunque ben sperare in questo senso il messaggio di Donald Tusk, presidente del Consiglio europeo, che ha detto in giornata di voler lavorare per convincere tutti i leader degli altri Paesi a concedere un’estensione lunga “se il Regno Unito troverà necessario ripensare la propria strategia sulla Brexit e cercare consenso su di essa”.

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