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Aggiornamenti Brexit: No Deal più vicino, apertura sui controlli doganali, i dettagli!

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AEMORGAN

Mentre l’attenzione del resto del mondo, quantomeno quello occidentale, è calamitata sulla pandemia da Coronavirus e le proteste contro le discriminazioni razziali, i cittadini della Gran Bretagna, pur ovviamente partecipi, continuano a interrogarsi sul futuro del loro Paese dopo l’avvenuta entrata in vigore della Brexit, ufficialmente partita lo scorso 31 gennaio.

Anche a causa della catastrofica diffusione del COVID-19, restano in sospeso molte questioni da discutere e su cui trovare un accordo, tra cui quella cruciale relativa alla partecipazione o meno al mercato unico e all’unione doganale. Non certo pure formalità, dato che le decisioni prese in sede di trattative porterà a ripercussioni decisive in ambito economico, sia per le aziende europee che quelle britanniche.

Al momento, però, le discussioni sembrano entrate in un vicolo cieco, senza alcun progresso decisivo, che potrebbe portare a un No Deal, con tanto di hard Brexit tanto paventata da studi di settore particolarmente catastrofici. Una prospettiva non così remota, se persino il Governatore della Banca d’Inghilterra, Andrew Bailey, ha suggerito i responsabili delle maggiori banche britanniche di prepararsi per questo scenario, che già prevede un calo del PIL di oltre il 10%, con conseguente taglio di 6 milioni di posti di lavoro in tutta la nazione.

Brexit: le trattative su dazi e condizioni economiche

Materia del contendere sono sopratutto le condizioni che il Regno Unito dovrà sostenere per poter accedere al mercato europeo: si parla di aiuti statali, regolamenti in materia di diritti dei lavoratori, ecosostenibilità, pesca, concorrenza commerciale. Se Londra punta al libero scambio, Bruxelles, invece, non vuole concedere troppo, anche alla luce della sua posizione di (presunto) vantaggio.

Al momento è previsto che le trattative vadano avanti fino al raggiungimento di un accordo, ma non è possibile prevedere quanto il filo diplomatico, ormai molto teso, si spezzerà. L’ipotesi dell’applicazione di forti tariffe e dazi, con effetti negativi su import ed export, è legata alla possibilità di un addio senza vincoli precisi.

Nelle ultime ore si sta però assistendo a un parziale dietrofront, almeno per quanto riguarda il controllo dei confini in merito alle merci provenienti dalla UE, che dovrebbe entrare in vigore proprio dall’anno prossimo. Il governo, infatti, intende adottare un approccio più flessibile, per evitare ricadute di tipo economico.

L’obiettivo, fanno sapere fonti governative, è quello di “aiutare le imprese ad adattarsi ai cambiamenti e alle opportunità che scaturiranno dall’essere fuori dal mercato unico e dall’unione doganale”. In queste ore è previsto un annuncio ufficiale con le ultime decisioni in merito alla questione.

Nel frattempo è previsto un nuovo meeting virtuale tra il primo ministro britannico Boris Johnson e la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen per arrivare a un accordo; il primo ha ripetuto più volte che non chiederà una proroga, mentre il termine ultimo per la stipula di un’intesa è fissato alla fine di luglio, mese durante il quale sono state programmate anche discussioni vis-à-vis se ve ne sarà la possibilità dal punto di vista sanitario. Agli incontri saranno presenti anche il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, e il presidente del Parlamento europeo, David-Maria Sassoli.

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