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Accordo raggiunto tra UK e UE sui diritti dei cittadini europei dopo la Brexit: ecco le informazioni utili

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Che la conclusione positiva del referendum sulla Brexit abbia causato un grande trambusto, soprattutto tra i cosiddetti expat, è ormai un’evidenza sotto gli occhi di tutti. Sono tante le incertezze che hanno caratterizzato questo periodo di interregno, per così dire, ma finalmente sembra che il governo, a seguito di lunghi negoziati, abbia raggiunto un accordo definitivo con la UE in merito ai diritti dei cittadini europei residenti in Gran Bretagna.

Per iniziare bisogna chiarire un punto fondamentale, tra le maggiori preoccupazioni degli italiani che vivono a Londra e nel resto del Paese: in seguito all’accordo è stabilito che potranno rimanere anche dopo l’effettiva uscita ufficiale dell’UK dalla UE, che avverrà il 29 marzo 2019, con conseguente accesso ai fondi e ai servizi pubblici come il sistema sanitario e pensionistico .

Medesimo trattamento anche per tutti coloro che arriveranno tra il 30 marzo 2019 e il 31 dicembre 2020, ovvero nel periodo di implementazione delle nuove misure: sarà però necessario registrarsi nel caso in cui la permanenza sia superiore ai 3 mesi.

Entriamo più nello specifico. Lo status di persona stabilmente residente (noto come “settled status“) sarà concesso a tutte le persone che, con termine ultimo il 31 dicembre 2020, potranno dimostrare di aver vissuto in Gran Bretagna in maniera lecita e continuativa per almeno 5 anni: potrà quindi essere inoltrata la richiesta di residenza a tempo indeterminato. Successivamente potrà anche essere richiesta la cittadinanza britannica.

Coloro che invece non possono vantare di aver vissuto per 5 anni nel Regno Unito al momento dell’uscita dall’Unione Europea, potranno richiedere il permesso di soggiorno temporaneo. Una volta arrivati al lustro di permanenza si potrà richiedere lo status di persona stabilmente residente.

Gli stessi parametri si applicano ai familiari più stretti (coniugi, partner civili e non sposati, figli e nipoti a carico, o genitori e nonni a carico): il settled status potrà essere richiesto generalmente dopo 5 anni di permanenza nel Regno Unito, mentre coloro che vorranno raggiungere i cittadini già in UK dopo l’uscita lo potranno fare se il legame di parentela sussisterà a quella data.

La valutazione delle richieste del settled status seguiranno condizioni analoghe, o ancora maggiormente permissive, rispetto a quelle definite nell’attuale direttiva sulla libera circolazione. Le eccezioni più rilevanti riguardano per l’appunto la permanenza continuativa per 5 anni e precedenti penali del richiedente o ragioni di sicurezza.

Quali saranno i costi della domanda? Niente di troppo oneroso, in quanto si prevede che non saranno superiori a quelli per la richiesta di un normale passaporto britannico per i cittadini (65 sterline se sopra i 16 anni di età e 32.50 per i minori).  Invece la domanda sarà gratuita per i richiedenti in possesso di un documento di residenza permanente ancora valido.

Da parte sua il richiedente dovrà fornire un documento di identità e una fotografia recente, più una dichiarazione sulle eventuali condanne penali a proprio carico. Non sarà invece necessario fornire le specifiche dei viaggi compiuti al di fuori del Regno Unito, le prove di un’assicurazione sanitaria completa né farsi prendere impronte digitali. Per rimanere aggiornati vale la pena registrarsi al servizio via mail.

Per assorbire tutte le domande è stato previsto che il termine ultimo di presentazione delle domande sia il 30 giugno 2021: nell’anno successivo all’uscita dalla UE i diritti dei richiedenti saranno tutelati in tutte le circostanze.

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